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La Comcast, importante provider internet, inverte la rotta e non perseguirà più chi scarica illegalmente. L’inizio di una nuova era?

 
Daniele Semeraro ([email protected])
28 marzo 2008
4 commenti
P2P

Ultimamente in numerose occasioni (qui, qui o qui solo per fare qualche esempio) ci siamo occupati del comportamento dei provider nei confronti degli utenti “pizzicati” nel fare largo uso di programmi peer-to-peer per scaricare illegalmente film, software o musica. Una tendenza che ha visto ultimamente una maggiore attenzione dei fornitori internet nei confronti dei utenti, che in molti casi sono stati sanzionati o si sono visti revocare l’abbonamento alla rete per aver utilizzato software di scaricamento considerati illegali.

La Comcast, importante provider internet che era stato sanzionato per aver impedito a molti suoi clienti di utilizzare programmi di file-sharing, ha annunciato ieri un completo cambio di politica nei confronti di questa problematica, assicurando tutti i propri utenti che da ora in poi tratterà in modo uguale tutti i tipi di traffico internet. L’importante decisione arriva dopo numerose denunce da parte di associazioni di consumatori (ma anche singoli utenti) che si erano visti bloccare la propria connessione per aver utilizzato programmi come eMule o Limewire.


Comcast era stata accusata di fare “da giudice o da guardiano della Rete”, e si era difesa spiegando spiegando che quella pratica si era resa necessaria per evitare di sovraccaricare le linee degli altri utenti, soprattutto in periferia dove in molti sono costretti a dividersi le potenzialità dei pochi cavi telefonici disponibili. Da ora in poi, invece, la Comcast sarà in grado di utilizzare un sistema che dà a ogni utente la stessa ampiezza di banda, e quindi il controllo su cosa fanno gli utenti non sarà più necessario.

Questa decisione potrebbe creare un precedente importante? Forse sì. Di sicuro è segno che i provider si sono accorti che, se non sono necessariamente obbligati da parte di leggi governative, non conviene in alcun modo impedire agli utenti di utilizzare i programmi peer-to-peer e di “controllare” il loro comportamento in rete: facendo questo, infatti, il rischio di perdere utenti è molto alto, e c’è sempre qualche provider della concorrenza pronto ad accogliere clienti delusi da questo o quel fornitore. Non pensate?

Via | Cnn
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  • #1ZooLeaN

    speriamo solo che tele2 prenda l’esempio…

    28 Mar 2008, 10:51 am Rispondi|Quota
  • #2Alex

    Infatti, se questa pratica per assurdo avesse portato più utenti al provider, col gaucho che cambiava rotta!
    Sta a vedere quanta gente sta abbandonando libero e tele2!
    E comunque son sicuro che prima o poi qualcosa accade, non potremo scaricare in eterno: troppo movimento intorno a quest’argomento, a meno che non si inventino una specie di tassa per l’utilizzo del peer to peer….vedremo

    28 Mar 2008, 1:35 pm Rispondi|Quota
  • #3annalisa

    La politica della Comcast è ora seguita da Wicity (salento). Sono abbonata da due anni e d'un tratto e senza preavviso mi si è chiusa la connessione.Solo dopo alcuni giorni, contattato il responsabile, mi è stato detto che il motivo era l'utyilizzo da parte mia del p2p. Mi è stata riaperta la connessione, ma successivamente mi è stata abbassata drasticamente la velocità ( solo 28 kbs) impedendomi anche la normale navigazione web.) Questo sempre senza preavviso e giustificazione. L'ho scoperto dopo 3 mesi di intervento del tecnico per controllare che il mio pc avesse problemi di virus o altro, con conseguente spesa economica. Vorrei diffidarli o denunciarli. A chi mi posso rivolgere?

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  • #4jrBX

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