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> <channel><title>Commenti a: Open-source: tutte rose senza spine?</title> <atom:link href="http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=open-source-tutte-rose-senza-spine</link> <description>Blog su Hi-tech, Internet, Download, Moblie, Voip e mondo Hacker.</description> <lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 20:43:09 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" /> <item><title>Di: Shu</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-68203</link> <dc:creator>Shu</dc:creator> <pubDate>Thu, 05 Jun 2008 08:30:02 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-68203</guid> <description>@Vittorio.
Scusa se sono franco, ma secondo me non hai capito niente dell&#039;open source.Innanzitutto verifica le percentuali nel software &quot;closed&quot; e vedrai che anche lì il 10% è sviluppato professionalmente da grosse software house, mentre il 90% è fatto da smanettoni.
Ma non è questo il punto.Ora prendi la EULA della Microsoft e vedi quante responsabilità di prendono sul tuo software. Ci troverai scritto al massimo che la MS rimborsa i danni causati dal suo software fino al massimo limite pari al costo della licenza del software che hai acquistato. In pratica ti ridanno i soldi e basta.
Quindi, se hai dati importanti su quel MS Windows Server, spero che tu abbia un&#039;assicurazione o un contratto molto chiaro con chi te l&#039;ha venduto (e che quindi ti costerà qualche migliaio/milione di euro l&#039;anno, in dipendenza dei dati che ci tieni)Infine, se tu paghi per un software puoi accordarti per la licenza che vuoi. Naturalmente più è vantaggiosa per te e più paghi.
Se acquisti un software sotto GPL lo puoi modificare e anche rivendere, con l&#039;unica clausola che DEVE rimanere sotto GPL, quindi chi lo compra ha diritto ad avere (quasi) gratis i sorgenti.
Se ne acquisti uno BSD puoi farci quello che vuoi, basta che mantieni i copyright degli altri autori.
Non c&#039;è un organismo che tutela le idee (a parte l&#039;ufficio brevetti...), ma se io scopro che tu hai preso un mio software GPL e lo hai modificato e rivenduto con licenza diversa, ti denuncio. Il tribunale ti chiede di portare i sorgenti, vediamo che cambiano solo i nomi delle variabili, mentre gli algoritmi sono gli stessi e io vinco la causa.E chi l&#039;ha detto che non devi pagare il software? Pagalo, chi te lo impedisce? Stallman si è mantenuto all&#039;università vendendo Emacs sotto licenza GPL.
Se invece pensi di farci i soldi solo vendendolo, non hai capito niente del sistema. Il vantaggio del software opensource è indiretto: il software che mi serve viene controllato e migliorato da migliaia/milioni di sviluppatori, e io ho i miglioramenti in forma gratuita. Possiamo riassumerlo così.Non risolve tutti i problemi del mondo. Se a me serve un software che conti quante pecore saltano un recinto in un giorno me lo faccio fare e lo pago. Non mi metto nemmeno a cercarne uno già fatto per un compito così specifico. Ma se il software è prettamente &quot;orizzontale&quot; (come si diceva qualche anno fa) come un editor di testi, sono sicuro di trovarne migliaia a disposizione.Detto questo, continua pure a usare software closed, ma ti consiglio di informarti meglio su come funziona il mondo open source che, nonostante tu dica di averci lavorato 8 anni, secondo me non hai ancora capito.Bye.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>@Vittorio.<br
/> Scusa se sono franco, ma secondo me non hai capito niente dell&#8217;open source.</p><p>Innanzitutto verifica le percentuali nel software &#8220;closed&#8221; e vedrai che anche lì il 10% è sviluppato professionalmente da grosse software house, mentre il 90% è fatto da smanettoni.<br
/> Ma non è questo il punto.</p><p>Ora prendi la EULA della Microsoft e vedi quante responsabilità di prendono sul tuo software. Ci troverai scritto al massimo che la MS rimborsa i danni causati dal suo software fino al massimo limite pari al costo della licenza del software che hai acquistato. In pratica ti ridanno i soldi e basta.<br
/> Quindi, se hai dati importanti su quel MS Windows Server, spero che tu abbia un&#8217;assicurazione o un contratto molto chiaro con chi te l&#8217;ha venduto (e che quindi ti costerà qualche migliaio/milione di euro l&#8217;anno, in dipendenza dei dati che ci tieni)</p><p>Infine, se tu paghi per un software puoi accordarti per la licenza che vuoi. Naturalmente più è vantaggiosa per te e più paghi.<br
/> Se acquisti un software sotto GPL lo puoi modificare e anche rivendere, con l&#8217;unica clausola che DEVE rimanere sotto GPL, quindi chi lo compra ha diritto ad avere (quasi) gratis i sorgenti.<br
/> Se ne acquisti uno BSD puoi farci quello che vuoi, basta che mantieni i copyright degli altri autori.<br
/> Non c&#8217;è un organismo che tutela le idee (a parte l&#8217;ufficio brevetti&#8230;), ma se io scopro che tu hai preso un mio software GPL e lo hai modificato e rivenduto con licenza diversa, ti denuncio. Il tribunale ti chiede di portare i sorgenti, vediamo che cambiano solo i nomi delle variabili, mentre gli algoritmi sono gli stessi e io vinco la causa.</p><p>E chi l&#8217;ha detto che non devi pagare il software? Pagalo, chi te lo impedisce? Stallman si è mantenuto all&#8217;università vendendo Emacs sotto licenza GPL.<br
/> Se invece pensi di farci i soldi solo vendendolo, non hai capito niente del sistema. Il vantaggio del software opensource è indiretto: il software che mi serve viene controllato e migliorato da migliaia/milioni di sviluppatori, e io ho i miglioramenti in forma gratuita. Possiamo riassumerlo così.</p><p>Non risolve tutti i problemi del mondo. Se a me serve un software che conti quante pecore saltano un recinto in un giorno me lo faccio fare e lo pago. Non mi metto nemmeno a cercarne uno già fatto per un compito così specifico. Ma se il software è prettamente &#8220;orizzontale&#8221; (come si diceva qualche anno fa) come un editor di testi, sono sicuro di trovarne migliaia a disposizione.</p><p>Detto questo, continua pure a usare software closed, ma ti consiglio di informarti meglio su come funziona il mondo open source che, nonostante tu dica di averci lavorato 8 anni, secondo me non hai ancora capito.</p><p>Bye.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Vittorio</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-68036</link> <dc:creator>Vittorio</dc:creator> <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 16:13:20 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-68036</guid> <description>p.s.: supponiamo che io paghi per avere un software open source non rilasciato sotto licenza gpl e simili, questo significa che non posso ridistribuirlo o addirittura chiuderlo e rivenderlo? mmm mannaggia.. come si fa? e se scrivessi una funzione tipo: riordina_e_rinomina_le_funzioni_e_le_variabili() una ritoccatina qui, una ritoccatina lì et voilà il mio software pronto ad essere chiuso e rivenduto... poi se qualcuno mi vuole dire che che c&#039;è un organismo che tutela la proprietà dell&#039;idea a quel punto esisterebbe un solo sistema operativo, un solo word processor, un solo software di sviluppo grafico etc..
non lo so, certe teorie sull&#039;open source come soluzione ultima a tutti i problemi del mondo... il software(secondo me) è un prodotto al pari di un&#039;automobile, non credo che ci sia da scandalizzarsi di fronte all&#039;idea di pagare per avere un prodotto(sì, sarò un fesso ma ho sempre pagato tutti i prodotti che ho usato).. a proposito ma i pazzi dell&#039;auto open source sono ancora in giro?</description> <content:encoded><![CDATA[<p>p.s.: supponiamo che io paghi per avere un software open source non rilasciato sotto licenza gpl e simili, questo significa che non posso ridistribuirlo o addirittura chiuderlo e rivenderlo? mmm mannaggia.. come si fa? e se scrivessi una funzione tipo: riordina_e_rinomina_le_funzioni_e_le_variabili() una ritoccatina qui, una ritoccatina lì et voilà il mio software pronto ad essere chiuso e rivenduto&#8230; poi se qualcuno mi vuole dire che che c&#8217;è un organismo che tutela la proprietà dell&#8217;idea a quel punto esisterebbe un solo sistema operativo, un solo word processor, un solo software di sviluppo grafico etc..<br
/> non lo so, certe teorie sull&#8217;open source come soluzione ultima a tutti i problemi del mondo&#8230; il software(secondo me) è un prodotto al pari di un&#8217;automobile, non credo che ci sia da scandalizzarsi di fronte all&#8217;idea di pagare per avere un prodotto(sì, sarò un fesso ma ho sempre pagato tutti i prodotti che ho usato).. a proposito ma i pazzi dell&#8217;auto open source sono ancora in giro?</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Vittorio</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-68028</link> <dc:creator>Vittorio</dc:creator> <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 15:58:12 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-68028</guid> <description>allora.. vediamo un po&#039;... qui come al solito si sente parlare di confronti tra imprese open e closed.. software open e closed e puttanate varie. Qualcuno di voi ha sviluppato software open source(Intendo come lavoro)? Se la vostra risposta è sì sareste così gentili da indicarmi il progetto a cui avete lavorato? Dal mio punto di vista l&#039;open source è una buona base per test sponsorizzata da grandi aziende che rivendono le releases messe a punto in versione closed a prezzi leggermente più alti. Spesso questo tipo di azioni viene effettuata in maniera trasparente, altrettanto spesso in maniera meno trasperente.. (vedi: accordo microsoft-novell). Parliamo della qualità.. avete mai sviluppato in team composti da 20 persone utilizzando eclipse? e utilizzando visual studio? Fortunatamente nei progetti che ho seguito(non come programmatore) è stato adottato l&#039;ambiente visual studio :) . Mettiamola così l&#039;80% del software open source va bene per ragazzini smanettoni che hanno tempo da perdere, il restante 20% è software di qualità sponsorizzato da colossi del settore che ne hanno un ritorno in termini di assistenza notevole.
Ricordate che buona parte del software open source arriva senza nessuna garanzia e quindi qualunque responsabilità(ad esempio: nel caso di server) ricade sull&#039;amministratore di sistema. Quindi io scelgo MS Windows server:).
Ricordate che open è diverso da gratis, in alcuni casi anche free != gratis (da qui il chiarimento free as freedom). Quando open o free significano gratis sappiate che non potrete produrre nulla di spendibile in termini di mercato (almeno a costi infieriori rispetto a quelli di software swiluppati in ambiente proprietario: Immaginate di dover riscrivere le librerie per il riconoscimento vocale da includere nel vostro software). Quando queste due parole non significano gratis comunque non sempre avrete qualità pari o superiore alla qualità dei cugini closed.
Concludo dicendo che sono stato per 8 anni utente e sviluppatore in ambiente linux e per 3 anni ho svolto gli stessi compiti in ambiente bsd nello specifico freebsd. Quando ho iniziato ad occuparmi di progetti di una certa complessità e con tempi di sviluppo ristretti (a costi non da realizzazione di uno shuttle) sono passato ad ambienti closed.
Buone smanettate</description> <content:encoded><![CDATA[<p>allora.. vediamo un po&#8217;&#8230; qui come al solito si sente parlare di confronti tra imprese open e closed.. software open e closed e puttanate varie. Qualcuno di voi ha sviluppato software open source(Intendo come lavoro)? Se la vostra risposta è sì sareste così gentili da indicarmi il progetto a cui avete lavorato? Dal mio punto di vista l&#8217;open source è una buona base per test sponsorizzata da grandi aziende che rivendono le releases messe a punto in versione closed a prezzi leggermente più alti. Spesso questo tipo di azioni viene effettuata in maniera trasparente, altrettanto spesso in maniera meno trasperente.. (vedi: accordo microsoft-novell). Parliamo della qualità.. avete mai sviluppato in team composti da 20 persone utilizzando eclipse? e utilizzando visual studio? Fortunatamente nei progetti che ho seguito(non come programmatore) è stato adottato l&#8217;ambiente visual studio <img
src='http://cdn.geekissimo.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Mettiamola così l&#8217;80% del software open source va bene per ragazzini smanettoni che hanno tempo da perdere, il restante 20% è software di qualità sponsorizzato da colossi del settore che ne hanno un ritorno in termini di assistenza notevole.<br
/> Ricordate che buona parte del software open source arriva senza nessuna garanzia e quindi qualunque responsabilità(ad esempio: nel caso di server) ricade sull&#8217;amministratore di sistema. Quindi io scelgo MS Windows server:).<br
/> Ricordate che open è diverso da gratis, in alcuni casi anche free != gratis (da qui il chiarimento free as freedom). Quando open o free significano gratis sappiate che non potrete produrre nulla di spendibile in termini di mercato (almeno a costi infieriori rispetto a quelli di software swiluppati in ambiente proprietario: Immaginate di dover riscrivere le librerie per il riconoscimento vocale da includere nel vostro software). Quando queste due parole non significano gratis comunque non sempre avrete qualità pari o superiore alla qualità dei cugini closed.<br
/> Concludo dicendo che sono stato per 8 anni utente e sviluppatore in ambiente linux e per 3 anni ho svolto gli stessi compiti in ambiente bsd nello specifico freebsd. Quando ho iniziato ad occuparmi di progetti di una certa complessità e con tempi di sviluppo ristretti (a costi non da realizzazione di uno shuttle) sono passato ad ambienti closed.<br
/> Buone smanettate</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: fax</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-66870</link> <dc:creator>fax</dc:creator> <pubDate>Fri, 30 May 2008 12:30:53 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-66870</guid> <description>Ma nessuno si ricorda che la stabilità di  Mac OS X deriva da un prodotto open source (Darwin) e Apple ha investito quasi tutto sull&#039;interfaccia grafica (Open GL)boh ...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ma nessuno si ricorda che la stabilità di  Mac OS X deriva da un prodotto open source (Darwin) e Apple ha investito quasi tutto sull&#8217;interfaccia grafica (Open GL)</p><p>boh &#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Abulafio</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65517</link> <dc:creator>Abulafio</dc:creator> <pubDate>Thu, 22 May 2008 09:04:54 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65517</guid> <description>Prima di tutto forse stai facendo confusione tra &quot;Open Source&quot; e &quot;Free&quot;, due concetti molto diversi.Open Source non significa gratis, ma solo che il codice viene reso disponibile, talvolta al momento dell&#039;acquisto del prodotto. Quindi tutte le considerazioni del post, che parlano di poco ritorno economico, poca assistenza ed effetto discount evidentemente non hanno riscontro : l&#039;azienda vende il software open al pari di quello closed, e quindi i guadagni sono equivalenti.Free, invece, significa gratis.
In questo momento stò usando un text editor free.
Ed è quello che si adatta a me, in termini di rapporto peso\velocità\caratteristiche.
La maggior parte dei software free è una sorta di &quot;donazione&quot; del programmatore alla &quot;comunità umana&quot;, e spesso non pensa nemmeno di poter concorrere con le grandi aziende.
Oppure ci sono proventi ricavati con pubblicità o altri introiti.Alcune volte infine, il software è free e open source allo stesso tempo. Rispondo allora punto per punto alle tue affermazioni :- scarso ritorno economico per le aziende software e corsa al ribasso sul programmatore; il tutto a discapito della qualità.Non far pagare il software non significa non guadagnare. E&#039; un preconcetto vecchio di una decade.
Ci sono modelli di business funzionali e verificati, che si basano su concetti molto diversi da quelli ormai obsoleti di prodotto-&gt;ricavo.
Soprattutto visto che il software è considerabile più un servizio che un prodotto, un&#039;opera creativa, al pari di musica o libri.
E&#039; come la differenza tra Televisioni pubbliche e private : in quella pubblica paga lo Stato, in quella privata le pubblicità (anche in quella pubblica, effettivamente, ma solo in Italia... per esempio BBC Prime in Inghilterra è completamente libera da pubblicità.)
E sfido a dire che la RAI guadagna più della Mediaset.
Sono modelli di business differenti, tutto qui.Sulla qualità cito solo un paio di esempi, a dimostrazione di come sia un altro preconcetto : Firefox, che uso da 2 anni senza alcun problema e non teme confronti con altri browser.
MySQL, con tempi di risposta e caratteristiche invidiabili anche da alcuni DBMS prettamente commerciali.- C’è poi una mancanza di una vera rete di assistenza per i prodotti e l’assenza di garanzia sull’utilizzoAssolutamente falso. Anzi, esattamente l&#039;opposto. Molti dei software open source usano proprio il servizio di assistenza per auto-finanziarsi.
Alcune volte addirittura l&#039;assistenza è offerta dalla comunità, gratuitamente.
Comunque quasi tutti i noti sistemi free e open source offrono assistenza a pagamento.
MySql o OpenSuse ne sono esempio.- Nel software open-source ci sarebbe poi una scarsa innovazione:Divertente, considerando che moltissime innovazioni vengono dall&#039;ambiente open. Non tutte, sia chiaro, ma una buona percentuale. Il modello open offre infatti la possibilità, per chi ha un&#039;idea, di metterla in pratica tramite la comunità. Provate a chiedere a Microsoft di asggiungere una caratteristica, vediamo cosa risponde.
Chiedere una feature a Mozilla per Firefox ha decisamente molte più possibilità di esser preso in considerazione. Anche se non ci capite una cippa di programmazione...- non c’è la selezione naturale dove solo i migliori vanno avanti e quindi non c’è stimolo ad innovare.La mia percezione è esattamente l&#039;opposta, infatti in ambito open e free crearsi un mercato è difficile quanto in ambito closed, in taluni casi anche di più. L&#039;innovazione è, come dicevo nel punto precedente, una caratteristica intrinseca.
Forse però la frase era riferita a quei progetti che, per mancanza di introiti, di risorse umane o altri problemi, muoiono o vanno avanti a rilento.
In quei casi allora c&#039;è poco o assente aggiornamento, ma non si può generalizzare.
Inoltre spesso quelle realtà sono il frutto di un modello di business sbagliato, non di software scadente.- Ci sarebbero poi i rischi dell’”effetto discount“: si risparmia, spiegano, sugli strumenti a tutti i costi, e fossilizzandosi “si va verso software peggiori e scadenti solo per risparmiare pochi spiccioli in confronto a giornate di lavoro ben più costose”.Il software non è un prodotto come lo yogurt, ovvero latte scarso-&gt;yogurt scarso.
Non è assolutamente vero che il software open è peggio di quello closed. Gli esempi precedenti lo dimostrano (e potrei andare avanti per pagine con l&#039;elenco!).
Poi, certo, esistono software closed senza rivali (vedi Autodesk AutoCad, a mio avviso il migliore della sua categoria), ma le alternative ci sono : solo che sono ancora troppo giovani. Ma lasciamo tempo al tempo...
Ubuntu era giovane qualche anno fa, oggi è un sistema operativo adatto alla maggior parte delle attività domestiche... Nonostante ciò credo che Windows XP sia un ottimo sistema operativo, e lo uso quotidianamente.
Non parliamo di Mac OSX, quello credo sia semplicemente superlativo....- &quot;Risparmiare con OpenOffice si può, ma se poi non mi funziona la stampa unione si è presa una sonora fregatura.&quot;Anche qui c&#039;è un problema di fondo. Nessuno obbliga nessuno a fare una scelta tra open e closed.
Ci sono realtà dove il closed è semplicemente insostituibile.
Ma ci sono molte realtà dove l&#039;open è perfettamente in grado di rispondere alle esigenze.
MS Office costa 500 Euro.
OpenOffice è free. Perchè non provare? Puoi sempre acquistare Office se ne hai realmente necessità.
Ma perchè spendere 500 Euro se magari puoi fare tutto quello che ti serve con OpenOffice?
Cerchiamo di essere razionali, un software non è un figlio : se non ti piace, lo cambi. Punto.
Dove starebbe la fregatura?Non dimentichiamo che esiste software proprietario di pessima fattura, in settori di nicchia.
Non dimentichiamo che il closed spesso preclude la possibilità di personalizzazione per chi ha la voglia e le competenze di realizzarle.
Non dimentichiamo che qualcuno (vedi società individuali, studenti...) non può permettersi enormi investimenti.
Concludo dicendo che mi sembrano argomentazioni di fine anni novanta, ma ormai siamo quasi al 2010.
Tutto ciò che ho scritto non è e non vuole essere una polemica, anzi, ma semplicemente un modo di vedere le cose diverso dal solito &quot;yogurt&quot;, tanto per citare l&#039;esempio di prima.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto forse stai facendo confusione tra &#8220;Open Source&#8221; e &#8220;Free&#8221;, due concetti molto diversi.</p><p>Open Source non significa gratis, ma solo che il codice viene reso disponibile, talvolta al momento dell&#8217;acquisto del prodotto. Quindi tutte le considerazioni del post, che parlano di poco ritorno economico, poca assistenza ed effetto discount evidentemente non hanno riscontro : l&#8217;azienda vende il software open al pari di quello closed, e quindi i guadagni sono equivalenti.</p><p>Free, invece, significa gratis.<br
/> In questo momento stò usando un text editor free.<br
/> Ed è quello che si adatta a me, in termini di rapporto peso\velocità\caratteristiche.<br
/> La maggior parte dei software free è una sorta di &#8220;donazione&#8221; del programmatore alla &#8220;comunità umana&#8221;, e spesso non pensa nemmeno di poter concorrere con le grandi aziende.<br
/> Oppure ci sono proventi ricavati con pubblicità o altri introiti.</p><p>Alcune volte infine, il software è free e open source allo stesso tempo. Rispondo allora punto per punto alle tue affermazioni :</p><p>- scarso ritorno economico per le aziende software e corsa al ribasso sul programmatore; il tutto a discapito della qualità.</p><p>Non far pagare il software non significa non guadagnare. E&#8217; un preconcetto vecchio di una decade.<br
/> Ci sono modelli di business funzionali e verificati, che si basano su concetti molto diversi da quelli ormai obsoleti di prodotto-&gt;ricavo.<br
/> Soprattutto visto che il software è considerabile più un servizio che un prodotto, un&#8217;opera creativa, al pari di musica o libri.<br
/> E&#8217; come la differenza tra Televisioni pubbliche e private : in quella pubblica paga lo Stato, in quella privata le pubblicità (anche in quella pubblica, effettivamente, ma solo in Italia&#8230; per esempio BBC Prime in Inghilterra è completamente libera da pubblicità.)<br
/> E sfido a dire che la RAI guadagna più della Mediaset.<br
/> Sono modelli di business differenti, tutto qui.</p><p>Sulla qualità cito solo un paio di esempi, a dimostrazione di come sia un altro preconcetto : Firefox, che uso da 2 anni senza alcun problema e non teme confronti con altri browser.<br
/> MySQL, con tempi di risposta e caratteristiche invidiabili anche da alcuni DBMS prettamente commerciali.</p><p>- C’è poi una mancanza di una vera rete di assistenza per i prodotti e l’assenza di garanzia sull’utilizzo</p><p>Assolutamente falso. Anzi, esattamente l&#8217;opposto. Molti dei software open source usano proprio il servizio di assistenza per auto-finanziarsi.<br
/> Alcune volte addirittura l&#8217;assistenza è offerta dalla comunità, gratuitamente.<br
/> Comunque quasi tutti i noti sistemi free e open source offrono assistenza a pagamento.<br
/> MySql o OpenSuse ne sono esempio.</p><p>- Nel software open-source ci sarebbe poi una scarsa innovazione:</p><p>Divertente, considerando che moltissime innovazioni vengono dall&#8217;ambiente open. Non tutte, sia chiaro, ma una buona percentuale. Il modello open offre infatti la possibilità, per chi ha un&#8217;idea, di metterla in pratica tramite la comunità. Provate a chiedere a Microsoft di asggiungere una caratteristica, vediamo cosa risponde.<br
/> Chiedere una feature a Mozilla per Firefox ha decisamente molte più possibilità di esser preso in considerazione. Anche se non ci capite una cippa di programmazione&#8230;</p><p>- non c’è la selezione naturale dove solo i migliori vanno avanti e quindi non c’è stimolo ad innovare.</p><p>La mia percezione è esattamente l&#8217;opposta, infatti in ambito open e free crearsi un mercato è difficile quanto in ambito closed, in taluni casi anche di più. L&#8217;innovazione è, come dicevo nel punto precedente, una caratteristica intrinseca.<br
/> Forse però la frase era riferita a quei progetti che, per mancanza di introiti, di risorse umane o altri problemi, muoiono o vanno avanti a rilento.<br
/> In quei casi allora c&#8217;è poco o assente aggiornamento, ma non si può generalizzare.<br
/> Inoltre spesso quelle realtà sono il frutto di un modello di business sbagliato, non di software scadente.</p><p>- Ci sarebbero poi i rischi dell’”effetto discount“: si risparmia, spiegano, sugli strumenti a tutti i costi, e fossilizzandosi “si va verso software peggiori e scadenti solo per risparmiare pochi spiccioli in confronto a giornate di lavoro ben più costose”.</p><p>Il software non è un prodotto come lo yogurt, ovvero latte scarso-&gt;yogurt scarso.<br
/> Non è assolutamente vero che il software open è peggio di quello closed. Gli esempi precedenti lo dimostrano (e potrei andare avanti per pagine con l&#8217;elenco!).<br
/> Poi, certo, esistono software closed senza rivali (vedi Autodesk AutoCad, a mio avviso il migliore della sua categoria), ma le alternative ci sono : solo che sono ancora troppo giovani. Ma lasciamo tempo al tempo&#8230;<br
/> Ubuntu era giovane qualche anno fa, oggi è un sistema operativo adatto alla maggior parte delle attività domestiche&#8230; Nonostante ciò credo che Windows XP sia un ottimo sistema operativo, e lo uso quotidianamente.<br
/> Non parliamo di Mac OSX, quello credo sia semplicemente superlativo&#8230;.</p><p>- &#8220;Risparmiare con OpenOffice si può, ma se poi non mi funziona la stampa unione si è presa una sonora fregatura.&#8221;</p><p>Anche qui c&#8217;è un problema di fondo. Nessuno obbliga nessuno a fare una scelta tra open e closed.<br
/> Ci sono realtà dove il closed è semplicemente insostituibile.<br
/> Ma ci sono molte realtà dove l&#8217;open è perfettamente in grado di rispondere alle esigenze.<br
/> MS Office costa 500 Euro.<br
/> OpenOffice è free. Perchè non provare? Puoi sempre acquistare Office se ne hai realmente necessità.<br
/> Ma perchè spendere 500 Euro se magari puoi fare tutto quello che ti serve con OpenOffice?<br
/> Cerchiamo di essere razionali, un software non è un figlio : se non ti piace, lo cambi. Punto.<br
/> Dove starebbe la fregatura?</p><p>Non dimentichiamo che esiste software proprietario di pessima fattura, in settori di nicchia.<br
/> Non dimentichiamo che il closed spesso preclude la possibilità di personalizzazione per chi ha la voglia e le competenze di realizzarle.<br
/> Non dimentichiamo che qualcuno (vedi società individuali, studenti&#8230;) non può permettersi enormi investimenti.<br
/> Concludo dicendo che mi sembrano argomentazioni di fine anni novanta, ma ormai siamo quasi al 2010.<br
/> Tutto ciò che ho scritto non è e non vuole essere una polemica, anzi, ma semplicemente un modo di vedere le cose diverso dal solito &#8220;yogurt&#8221;, tanto per citare l&#8217;esempio di prima.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: kuntz</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65515</link> <dc:creator>kuntz</dc:creator> <pubDate>Thu, 22 May 2008 08:51:23 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65515</guid> <description>Un altro &#039;piccolo&#039; esempio di software opensource innovativo e capace di generare profitti è Xen.
Nel 2007 Citrix Systems, Inc. (Nasdaq: CTXS) lo ha acquisito per 500 milioni di dollari.
http://www.citrix.com/English/ne/news/news.asp?newsID=683171
Continua a essere opensource (è supportato da tutte le principali distribuzioni Linux) e gli sviluppatori vengono pagati (immagino bene) per scrivere codice aperto.Opensource non significa automaticamente gratuito, è sempre utile ricordarlo.
Pensa che nemmeno Free Software vuol dire software gratuito.
Sul sito di GNU si legge &quot;In realtà noi incoraggiamo chi ridistribuisce il software libero a far pagare quanto vuole o può.&quot;
http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un altro &#8216;piccolo&#8217; esempio di software opensource innovativo e capace di generare profitti è Xen.<br
/> Nel 2007 Citrix Systems, Inc. (Nasdaq: CTXS) lo ha acquisito per 500 milioni di dollari.<br
/> <a
href="http://www.citrix.com/English/ne/news/news.asp?newsID=683171" rel="nofollow">http://www.citrix.com/English/ne/news/news.asp?newsID=683171</a><br
/> Continua a essere opensource (è supportato da tutte le principali distribuzioni Linux) e gli sviluppatori vengono pagati (immagino bene) per scrivere codice aperto.</p><p>Opensource non significa automaticamente gratuito, è sempre utile ricordarlo.<br
/> Pensa che nemmeno Free Software vuol dire software gratuito.<br
/> Sul sito di GNU si legge &#8220;In realtà noi incoraggiamo chi ridistribuisce il software libero a far pagare quanto vuole o può.&#8221;<br
/> <a
href="http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html" rel="nofollow">http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html</a></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: CSOE</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65479</link> <dc:creator>CSOE</dc:creator> <pubDate>Wed, 21 May 2008 16:31:50 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65479</guid> <description>per kuntz :Il NASDAQ gira su microsoft, e ha tempi di esecuzione molto più brevi del NYSE.Ma queste non vuol dire niente, che tante aziende sfruttino l&#039;open è cosa nota ed ingiusta.per Shu :Che i programmi si debbano fare vendendo le magliette o tramite elemosina di qualche multinazionale o ente mi fa ribrezzo.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>per kuntz :</p><p>Il NASDAQ gira su microsoft, e ha tempi di esecuzione molto più brevi del NYSE.</p><p>Ma queste non vuol dire niente, che tante aziende sfruttino l&#8217;open è cosa nota ed ingiusta.</p><p>per Shu :</p><p>Che i programmi si debbano fare vendendo le magliette o tramite elemosina di qualche multinazionale o ente mi fa ribrezzo.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Shu</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65457</link> <dc:creator>Shu</dc:creator> <pubDate>Wed, 21 May 2008 12:44:34 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65457</guid> <description>@tutti: CSOE è un noto troll dei forum di Punto Informatico.Per quanto riguarda il contenuto della sua lettera, si tratta, secondo me, di una visione ristretta e di parte del mondo open source. Sono critiche che si sentono da almeno 10 anni (io uso Linux da 12 anni e li sentivo già allora sui newsgroup).E` vero che nello sviluppo opensource si deve cambiare il modello di business associato. Non puoi più fare una software house pura, perché poi &quot;regali&quot; il tuo software. Bisogna adeguarsi a un modello di sviluppo cooperativo, e il vantaggio che se ne ricava non è economico ma pratico.Come in tutti i software esiste una &quot;massa critica&quot; sia di utilizzatori che di programmatori. Sotto la massa critica, il software è personale, poco professionale o &quot;cantinaro&quot; come lo definisce qualcuno. Io non ci vedo nessuna connotazione negativa. Ho scritto un sacco di software &quot;cantinari&quot; che fanno il lavoro che devono fare e lo fanno bene, ma li usano 3-4 persone.
Oltre la soglia critica il software diventa pubblico, professionale, ecc. ecc.
Oltre un&#039;altra soglia, più alta, il software inizia a diventare redditizio, in base al modello di business che gli si applica.
Per esempio Trolltech vende personalizzazioni delle Qt, vende licenze per scriverci software commerciali, vende ambienti e framework per apparecchi embedded, cellulari, ecc.
RedHat vende supporto tecnico e software per compiti di nicchia.
OpenOffice vende supporto, gadget, accetta donazioni e Sun vende una versione estesa di OOo. Ecc. ecc.
ATI vende hardware e distribuisce gratis i driver e le specifiche. nVidia non dà le specifiche ma i driver sì.
Google finanzia (pagando gli sviluppatori) lo sviluppo di Python, tra le altre cose, perché tutti i miglioramenti li sfrutta per far funzionare meglio i suoi servizi.
IBM contribuisce pesantemente a PHP, soprattutto allo Zend Framework.
E si potrebbe continuare per molto.
Insomma, l&#039;importante è trovare il modo giusto di sfruttare il software.
In alcuni casi il ritorno è economico, diretto o indiretto, in altri è tecnico.Per il discorso innovazione, in alcuni casi è vero che il software opensource non innova molto, ma avete mai pensato a quali siano le innovazioni del *software* closed? Roba per cui si dice &quot;come ho fatto finora senza quella cosa?&quot;, non &quot;ah, ecco la feature list della nuova versione. Boh, forse qualcosa lo userò...&quot;
Mi piacerebbe sapere quali vere innovazioni sono state portate dal software closed negli ultimi 5 anni (molto poche), e quali invece siano semplici miglioramenti progressivi di idee che c&#039;erano già (quasi tutti).Quindi allargando il discorso &quot;innovazione&quot; alle migliorie al software, e parlando di RedHat, ha sviluppato ext3 sulla base di ext2, per dirne una, e ha creato dei buoni tool di gestione di server in cluster, per dirne un&#039;altra. Ed è un&#039;azienda che fa una distribuzione, non una software house...Apple ha puntato tutto sullo studio delle interfacce utente, ed ha avuto ottime idee, ma io sono convinto che lo siano solo in due punti: 1- rispetto a Windows, 2- rispetto ai suoi utenti.
Per esempio io trovo molto poco intuitive alcune parti dell&#039;interfaccia di OSX (giusto oggi stavo configurando un account di posta su Mail e non ho per niente visto il minuscolo &quot;+&quot; nascosto in basso a sinistra per l&#039;aggiunta di un account, mentre il tasto &quot;Aggiungi&quot; con una bella &quot;+&quot; in verde su Evolution non puoi non vederlo.)
A parte le GUI, Apple ha innovato pochissimo dal punto di vista software.Lo stimolo all&#039;innovazione in campo opensource non viene dagli incassi, dalle quote di mercato o dai parametri classici, ma da altro:
- bisogno di nuove funzioni. Uso il software X, ma mi serve che faccia Y, lo modifico e mando le modifiche agli autori perché le integrino. Nelle prossime versioni me le trovo lì e ho anche altra gente che corregge i bug che posso aver fatto.
- fama. Scrivo il software X perché non l&#039;ha ancora fatto nessuno, così acquisisco rispetto nella comunità e mi metto in mostra per eventuali aziendeE veniamo all&#039;ABI stabile. L&#039;ABI instabile è voluta da Linus e da molti sviluppatori del kernel per non cadere nella trappola in cui sono caduti altri S.O.: kernel enormi, sistemi &quot;bloated&quot; solo per mantenere compatibilità con driver di 20 anni fa.
L&#039;idea è che gli sviluppatori hardware devono rilasciare le specifiche delle loro schede, e NON i driver. Ci pensano gli sviluppatori del kernel (e non) a scrivere i driver per quelle schede, ed a tenerli aggiornati alle nuove API (avendo i sorgenti, le ABI non serve più rispettarle, perché comunque vengono ricompilati assieme al kernel).
Nel kernel 2.6.25 c&#039;è ancora il supporto a unità a nastro da 20 MB (MEGAbyte) e a controller SCSI1 di quasi 20 anni fa. E compilando TUTTO (modularmente) occupa 55 MB. Aggiungendo udev e tutti i tool di base si arriva intorno ai 150-200 MB di installato. Aggiungendo X con i driver per tutte le schede video, mouse, tastiere, ecc., Gnome, Firefox, OpenOffice, Gimp e qualche altro centinaio di programmi non si superano i 4 GB di installato. Contro i 23 GB di Vista base.
I driver per l&#039;accelerazione 3D di Intel, ATI, S3, SiS, VIA, Trident e 3dfx occupano (in tutto) 48 MB. I soli driver closed ATI occupano circa 40 MB (sia per Linux che per Windows).Se ne è accorta Intel, se n&#039;è accorta AMD/ATI, se n&#039;è accorta VIA, se ne sono accorti centinaia di sviluppatori hardware. Manca praticamente solo nVidia che si ostina a tenere segrete le specifiche delle schede.Ci sarebbe ancora molto da scrivere a riguardo, e il fatto che se ne parli da almeno 10 anni è indice di quanto se ne discuta e di quanta ignoranza sull&#039;argomento ci sia ancora in giro.Opensource significa &quot;rosa senza spine&quot;? No. Ma significa che è una rosa vera, che ne ha di meno e che le posso tagliare, mentre il software closed è una bella rosa di titanio: costa di più, non profuma, non posso tagliarne le spine senza rischio di rovinarla irreparabilmente, e spesso ha più spine (e più appuntite).</description> <content:encoded><![CDATA[<p>@tutti: CSOE è un noto troll dei forum di Punto Informatico.</p><p>Per quanto riguarda il contenuto della sua lettera, si tratta, secondo me, di una visione ristretta e di parte del mondo open source. Sono critiche che si sentono da almeno 10 anni (io uso Linux da 12 anni e li sentivo già allora sui newsgroup).</p><p>E` vero che nello sviluppo opensource si deve cambiare il modello di business associato. Non puoi più fare una software house pura, perché poi &#8220;regali&#8221; il tuo software. Bisogna adeguarsi a un modello di sviluppo cooperativo, e il vantaggio che se ne ricava non è economico ma pratico.</p><p>Come in tutti i software esiste una &#8220;massa critica&#8221; sia di utilizzatori che di programmatori. Sotto la massa critica, il software è personale, poco professionale o &#8220;cantinaro&#8221; come lo definisce qualcuno. Io non ci vedo nessuna connotazione negativa. Ho scritto un sacco di software &#8220;cantinari&#8221; che fanno il lavoro che devono fare e lo fanno bene, ma li usano 3-4 persone.<br
/> Oltre la soglia critica il software diventa pubblico, professionale, ecc. ecc.<br
/> Oltre un&#8217;altra soglia, più alta, il software inizia a diventare redditizio, in base al modello di business che gli si applica.<br
/> Per esempio Trolltech vende personalizzazioni delle Qt, vende licenze per scriverci software commerciali, vende ambienti e framework per apparecchi embedded, cellulari, ecc.<br
/> RedHat vende supporto tecnico e software per compiti di nicchia.<br
/> OpenOffice vende supporto, gadget, accetta donazioni e Sun vende una versione estesa di OOo. Ecc. ecc.<br
/> ATI vende hardware e distribuisce gratis i driver e le specifiche. nVidia non dà le specifiche ma i driver sì.<br
/> Google finanzia (pagando gli sviluppatori) lo sviluppo di Python, tra le altre cose, perché tutti i miglioramenti li sfrutta per far funzionare meglio i suoi servizi.<br
/> IBM contribuisce pesantemente a PHP, soprattutto allo Zend Framework.<br
/> E si potrebbe continuare per molto.<br
/> Insomma, l&#8217;importante è trovare il modo giusto di sfruttare il software.<br
/> In alcuni casi il ritorno è economico, diretto o indiretto, in altri è tecnico.</p><p>Per il discorso innovazione, in alcuni casi è vero che il software opensource non innova molto, ma avete mai pensato a quali siano le innovazioni del *software* closed? Roba per cui si dice &#8220;come ho fatto finora senza quella cosa?&#8221;, non &#8220;ah, ecco la feature list della nuova versione. Boh, forse qualcosa lo userò&#8230;&#8221;<br
/> Mi piacerebbe sapere quali vere innovazioni sono state portate dal software closed negli ultimi 5 anni (molto poche), e quali invece siano semplici miglioramenti progressivi di idee che c&#8217;erano già (quasi tutti).</p><p>Quindi allargando il discorso &#8220;innovazione&#8221; alle migliorie al software, e parlando di RedHat, ha sviluppato ext3 sulla base di ext2, per dirne una, e ha creato dei buoni tool di gestione di server in cluster, per dirne un&#8217;altra. Ed è un&#8217;azienda che fa una distribuzione, non una software house&#8230;</p><p>Apple ha puntato tutto sullo studio delle interfacce utente, ed ha avuto ottime idee, ma io sono convinto che lo siano solo in due punti: 1- rispetto a Windows, 2- rispetto ai suoi utenti.<br
/> Per esempio io trovo molto poco intuitive alcune parti dell&#8217;interfaccia di OSX (giusto oggi stavo configurando un account di posta su Mail e non ho per niente visto il minuscolo &#8220;+&#8221; nascosto in basso a sinistra per l&#8217;aggiunta di un account, mentre il tasto &#8220;Aggiungi&#8221; con una bella &#8220;+&#8221; in verde su Evolution non puoi non vederlo.)<br
/> A parte le GUI, Apple ha innovato pochissimo dal punto di vista software.</p><p>Lo stimolo all&#8217;innovazione in campo opensource non viene dagli incassi, dalle quote di mercato o dai parametri classici, ma da altro:<br
/> - bisogno di nuove funzioni. Uso il software X, ma mi serve che faccia Y, lo modifico e mando le modifiche agli autori perché le integrino. Nelle prossime versioni me le trovo lì e ho anche altra gente che corregge i bug che posso aver fatto.<br
/> - fama. Scrivo il software X perché non l&#8217;ha ancora fatto nessuno, così acquisisco rispetto nella comunità e mi metto in mostra per eventuali aziende</p><p>E veniamo all&#8217;ABI stabile. L&#8217;ABI instabile è voluta da Linus e da molti sviluppatori del kernel per non cadere nella trappola in cui sono caduti altri S.O.: kernel enormi, sistemi &#8220;bloated&#8221; solo per mantenere compatibilità con driver di 20 anni fa.<br
/> L&#8217;idea è che gli sviluppatori hardware devono rilasciare le specifiche delle loro schede, e NON i driver. Ci pensano gli sviluppatori del kernel (e non) a scrivere i driver per quelle schede, ed a tenerli aggiornati alle nuove API (avendo i sorgenti, le ABI non serve più rispettarle, perché comunque vengono ricompilati assieme al kernel).<br
/> Nel kernel 2.6.25 c&#8217;è ancora il supporto a unità a nastro da 20 MB (MEGAbyte) e a controller SCSI1 di quasi 20 anni fa. E compilando TUTTO (modularmente) occupa 55 MB. Aggiungendo udev e tutti i tool di base si arriva intorno ai 150-200 MB di installato. Aggiungendo X con i driver per tutte le schede video, mouse, tastiere, ecc., Gnome, Firefox, OpenOffice, Gimp e qualche altro centinaio di programmi non si superano i 4 GB di installato. Contro i 23 GB di Vista base.<br
/> I driver per l&#8217;accelerazione 3D di Intel, ATI, S3, SiS, VIA, Trident e 3dfx occupano (in tutto) 48 MB. I soli driver closed ATI occupano circa 40 MB (sia per Linux che per Windows).</p><p>Se ne è accorta Intel, se n&#8217;è accorta AMD/ATI, se n&#8217;è accorta VIA, se ne sono accorti centinaia di sviluppatori hardware. Manca praticamente solo nVidia che si ostina a tenere segrete le specifiche delle schede.</p><p>Ci sarebbe ancora molto da scrivere a riguardo, e il fatto che se ne parli da almeno 10 anni è indice di quanto se ne discuta e di quanta ignoranza sull&#8217;argomento ci sia ancora in giro.</p><p>Opensource significa &#8220;rosa senza spine&#8221;? No. Ma significa che è una rosa vera, che ne ha di meno e che le posso tagliare, mentre il software closed è una bella rosa di titanio: costa di più, non profuma, non posso tagliarne le spine senza rischio di rovinarla irreparabilmente, e spesso ha più spine (e più appuntite).</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: giuliano</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65426</link> <dc:creator>giuliano</dc:creator> <pubDate>Wed, 21 May 2008 11:20:33 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65426</guid> <description>&lt;i&gt;@GYo: ti sei risposto da solo, se le distribuzioni di linux grazie ai manager di pacchetti mi permettono di aggiornare tutto senza perdere la compatibilit&#224; che problema c&#8217;&#232;?&lt;/i&gt;
Per l&#039;utente nessuno (quasi), il problema &#232; per l&#039;azienda che produce i driver, che non puo fare un driver e limitarsi alla semplice manuntenzione come per windows, ma deve contiunamente lavorarci, seguire lo sviluppo del kernel e i suoi cambiamenti, modificarlo di conseguenza, creare wrapper per adattare il modulo a piu versioni del kernel (visto che non tutte usano la stessa), e molti altri problematiche. Hai idea di quanto casini ha fatto lo SLAB allocator tanto per dirne una? Un utente non se ne accorge ma per chi deve scrivere i driver e una rottura di balle.  E questa cosa ha un costo, &#232; per quello che i produttori di HW sono stentii a produrre driver per Linux.
Ti dico, se fossi ioma produrre una periferica non lo farei mai un driver per Linx a meno di essere costretto, perche &#232; un macello e anche eprche Linux per ora lo usano ancora in quattro gatti.
Se vogliono dei driver che faccinao finalmente un&#039;ABI stabile, altriemnti che non si lamentino. </description> <content:encoded><![CDATA[<p><i>@GYo: ti sei risposto da solo, se le distribuzioni di linux grazie ai manager di pacchetti mi permettono di aggiornare tutto senza perdere la compatibilit&agrave; che problema c&rsquo;&egrave;?</i></p><p>Per l&#039;utente nessuno (quasi), il problema &egrave; per l&#039;azienda che produce i driver, che non puo fare un driver e limitarsi alla semplice manuntenzione come per windows, ma deve contiunamente lavorarci, seguire lo sviluppo del kernel e i suoi cambiamenti, modificarlo di conseguenza, creare wrapper per adattare il modulo a piu versioni del kernel (visto che non tutte usano la stessa), e molti altri problematiche. Hai idea di quanto casini ha fatto lo SLAB allocator tanto per dirne una? Un utente non se ne accorge ma per chi deve scrivere i driver e una rottura di balle.  E questa cosa ha un costo, &egrave; per quello che i produttori di HW sono stentii a produrre driver per Linux.</p><p>Ti dico, se fossi ioma produrre una periferica non lo farei mai un driver per Linx a meno di essere costretto, perche &egrave; un macello e anche eprche Linux per ora lo usano ancora in quattro gatti.</p><p>Se vogliono dei driver che faccinao finalmente un&#039;ABI stabile, altriemnti che non si lamentino.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: kuntz</title><link>http://www.geekissimo.com/2008/05/20/open-source-tutte-rose-senza-spine/#comment-65444</link> <dc:creator>kuntz</dc:creator> <pubDate>Wed, 21 May 2008 11:05:05 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.geekissimo.com/?p=5965#comment-65444</guid> <description>Aggiungo alcuni di fatti sui quali - eventualmente - riflettere
1. Java, Php, Python, Perl, Ruby sono tutti software opensource
2. L&#039;internet è innvervata di software opensource: il principale web server è Apache, il principale DNS server è Bind, i principali server di posta sono opensource
3. Amazon e Google sarebbero state possibili e, uguamente profittevoli, se fin dalla nascita avessero dovuto pagare migliaia di dollari in licenze di software commerciali?
Wikipedia si fonda su uno stack interamente opensource. Sarebbe stata possibile senza? Sarebbe stata la stessa wikipedia?
4. Paypal utilizza 4000 server Linux per processare miliardi di richieste al secondo.
5. La Borsa di New York usa linux.
6. Gartner - spero tu la conosca - ha un&#039;idea un po&#039; diversa rispetto al &#039;guru&#039; McVoy.
7. Forbes ha inserito Red Hat fra le 25 aziende Hi-Tech più in crescita.
8. Uno dei programmi più &#039;scelti&#039; di tutti i tempi (per &#039;scelto&#039; intendo non preinstallato/imposto da un qualche vendor) è un software opensource che si chiama Emule, scommetto che qualcuno là fuori lo conosce...
9. Shrek 3 è stato realizzato con Linux.
10. Nokia ha acquisito per circa 100 milioni di euro Trolltech, la software house che sviluppa le librerie Qt.  Sun (NASDAQ: JAVA) ha pagato 1 miliardo di dollari per Mysql AB. Red Hat (NASDAQ: RHAT)ha acquistato per 350 milioni di dollari JBoss.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo alcuni di fatti sui quali &#8211; eventualmente &#8211; riflettere<br
/> 1. Java, Php, Python, Perl, Ruby sono tutti software opensource<br
/> 2. L&#8217;internet è innvervata di software opensource: il principale web server è Apache, il principale DNS server è Bind, i principali server di posta sono opensource<br
/> 3. Amazon e Google sarebbero state possibili e, uguamente profittevoli, se fin dalla nascita avessero dovuto pagare migliaia di dollari in licenze di software commerciali?<br
/> Wikipedia si fonda su uno stack interamente opensource. Sarebbe stata possibile senza? Sarebbe stata la stessa wikipedia?<br
/> 4. Paypal utilizza 4000 server Linux per processare miliardi di richieste al secondo.<br
/> 5. La Borsa di New York usa linux.<br
/> 6. Gartner &#8211; spero tu la conosca &#8211; ha un&#8217;idea un po&#8217; diversa rispetto al &#8216;guru&#8217; McVoy.<br
/> 7. Forbes ha inserito Red Hat fra le 25 aziende Hi-Tech più in crescita.<br
/> 8. Uno dei programmi più &#8216;scelti&#8217; di tutti i tempi (per &#8216;scelto&#8217; intendo non preinstallato/imposto da un qualche vendor) è un software opensource che si chiama Emule, scommetto che qualcuno là fuori lo conosce&#8230;<br
/> 9. Shrek 3 è stato realizzato con Linux.<br
/> 10. Nokia ha acquisito per circa 100 milioni di euro Trolltech, la software house che sviluppa le librerie Qt.  Sun (NASDAQ: JAVA) ha pagato 1 miliardo di dollari per Mysql AB. Red Hat (NASDAQ: RHAT)ha acquistato per 350 milioni di dollari JBoss.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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