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Guida all’ottimizzazione di Ubuntu 8.04

Di Andrea Guida (Naqern), in Guide, ubuntu.

Inutile negare l’evidenza: anche l’acclamatissimo Ubuntu Linux ha qualche pecca, anche per quanto riguarda le prestazioni, che, proprio come nei sistemi Windows, sono ampiamente migliorabili rispetto alla struttura impostata di default.

Basta eliminare i programmi che - in modo del tutto superfluo - partono in automatico ad ogni accesso al sistema, velocizzare l’accesso agli hard disk, regolare meglio la cache del disco ed il gioco è fatto. Vediamo quindi insieme questa guida all’ottimizzazione di Ubuntu 8.04.



Disabilitare i programmi superflui

Come appena accennato, così come accade sui sistemi operativi di casa Microsoft, andando nel gestore dei programmi che si devono avviare automaticamente ad ogni accesso al sistema (nel menu Sistema > Sessioni), anche in Ubuntu Linux c’è qualcosa di superfluo, da disabilitare per liberare un bel po’ di memoria RAM:

  • Il manager bluetooth (in fondo quasi nessuno scambia quotidianamente dati utilizzando questa tecnologia, se supportata dal proprio computer)
  • Il controllo dei driver per il nuovo hardware (abbastanza inutile, se non si cambia la parte fisica del PC quotidianamente… c’è davvero qualcuno che lo fa?)
  • Il notificatore sonoro di Evolution (utile solo se si utilizza questo client per la posta elettronica)

Velocizzare il disco fisso

Se si utilizza il file system Ext3, seguendo nella massima sicurezza (quando si è certi che la corrente non mancherà e che non si salta alcun passaggio, per essere più chiari) questa procedura, dovrebbero migliorare sensibilmente le prestazioni di Ubuntu 8.04:

1. Andare nel terminale e dare il comando sudo gedit /etc/fstab;

2. Sostituire il valore relatime,errors=remount-ro della stringa

# /dev/sda1
UUID=19f70288-7340-40c0-82d1-ee4b218fee1d / ext3 relatime,errors=remount-ro 0 1

con noatime,nodiratime,errors=remount-ro,data=writeback, ottenendo quindi

# /dev/sda1
UUID=19f70288-7340-40c0-82d1-ee4b218fee1d / ext3 noatime,nodiratime,errors=remount-ro,data=writeback 0 1

Tenendo conto che, a parte i valori da sostituire, il resto dovrebbe essere leggermente diverso rispetto a quanto scritto nell’esempio.

3. Una volta salvate le modifiche fatte e chiuso il file, bisogna tornare nel terminale e dare il comando sudo gedit /boot/grub/menu.lst per aggiungere rootflags=data=writeback, appena dopo le stringhe

# defoptions=quiet splash

# altoptions=(recovery mode) single

4. Una volta salvate le modifiche fatte e chiuso il file, bisogna tornare nel terminale e dare il comando sudo update-grub, seguito da sudo tune2fs -o journal_data_writeback /dev/sdb2 (dove il valore della root dev/sb2 va cambiato con il proprio, specificato nel file /etc/fstab).

5. A questo punto, basterà riavviare il sistema per goderne il rinnovato livello di performance.

Regolare la cache del disco

La memoria utilizzata, in Ubuntu Linux, dalla cache del disco, può essere regolata meglio ed utilizzata, all’occorrenza, da altre applicazioni che - in un determinato momento - ne hanno bisogno. Ecco come procedere:

1. Andare nel terminale e dare il comando sudo sudo gedit /etc/sysctl.conf;

2. Inserire il valore vm.swappiness=10 al termine del file e salvarlo.

Ed ecco fatto. Adesso avrete un Ubuntu 8.04 più pimpante e snello che mai… una vera bomba geek!

Via | Softpedia

15 Commenti Scritto da Andrea Guida (Naqern)
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Commenti:

Sono stati scritti 15 commenti su "Guida all’ottimizzazione di Ubuntu 8.04"

  1. Naqern se metti immagini del genere non so in quanti ti leggano l’articolo realmente :)

  2. Massimiliano

    Ma dove si possono trovare sfondi come quello all’inizio dell’articolo?

  3. pix

    la swappiness va settata a 0

  4. naqern

    @pix: qualche applicazione vuole comunque la cache attiva, quindi 0 in quei casi potrebbe dare problemi.

    ciao ;)

  5. Lucky96

    post?quale post?XD

  6. Caspio!
    :-O
    Io avevo letto l’articolo senza guardare le foto e sono andato a vederla solo dopo aver letto i commenti…

  7. onan

    Quindi la swappiness come va settata? perchè anche a me sembrava a zero. GRAZIE

  8. naqern

    @onan: come detto nel commento precedente, qualche applicazione vuole comunque la cache attiva, quindi 0 in quei casi potrebbe dare problemi.

    ciao ;)

  9. omar

    Ragazzi second voi dovrò preoccuparmi?????
    Ho letto subito l’articolo senza guardare assolutamente la foto!!!
    :-)))

  10. chi è la tipa della foto? molto carina…

  11. Marco

    Assolutamente imprecisa: non viene spiegato il significato delle modifiche e il risultato ottenuto.
    1. Cambiare relatime in noatime vuol dire che non viene più salvata la data di modifica di un file. Alcuni software potrebbero smettere di funzionare. (nelle versioni precedenti relatime non c’era: questo aumenta un pochino le prestazioni, ma evita effetti indesiderati)
    2. data=writeback vuol dire che i dati vengono scritti su disco solo quando possibile. Significa disattivare il journaling, che manca a ms windows: se va in crash il sistema, preparatevi a perdere qualche file. Meglio data=ordered

  12. Salve, un consiglio, non sarebbe meglio dare qualche informazione in più sulle operazioni che si stanno eseguendo? Vabbè che funziona però cosa abbiamo fatto al nostro sistema?

    E’ una cosa che a molti non interesserà però non credo che tutti la pensino così. Non credi ci siano persone che prima di fare qualcosa al loro sistema vogliano sapere cosa stanno per fare prima di iniziare a smanettare…

  13. Excel

    Perchè nelle guide non scrivete anche cosa si sta modificando…così uno poi lo rifà pari pari e non capisce cosa ha toccato

  14. condivido sul fatto che sarebbe meglio spiegare cosa si va a modificare alterando quei parametri.
    in particolare per chi ha piu’ di 512mb di ram converrebbe impostare a 0 il paametro vm.swappiness

  15. kauffman91

    Io volevo rendere più veloce la mia ubuntu box (anche perchè il mio pc non è particolarmente performante), ma prima di fare qualcosa di importante al sistema preferisco prima informarmi, in questo caso sono andati bene i commenti…
    mi sono limitato a togliere quei tre programmi all’avvio del sistema, anche se non capisco perchè una volta a settimana al boot (allo splash screen) ubuntu mi cerca dei driver.
    ad esempio per quanto riguarda il journaling, mi è indispensabile per i vari documenti di testo che mi servono per la mia scuola, e non vorrei perderli dopo un crash.
    In fondo è uno dei motivi principali per cui non uso più winzozz.
    E sono anch’io daccordo sul dire cosa si modifica sul sistema, almeno l’utente medio (come me) se ha un crash con delle applicazioni o peggio, con il sistema, può capire il motivo


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