
L’agenzia delle entrate belga ha ammesso di utilizzare Facebook per raccogliere dati sul tenore di vita dei propri cittadini. Dagli status update, foto, video, racconti di viaggi etc. è facilmente ricostruibile la vita di un qualunque utente Facebook.
La rivista di cultura alternativa francese “Le Tigre” lo ha già dimostrato pubblicando la vita del povero Marc, ventinovenne francese completamente shareaholic che ha scoperto la propria biografia dettagliatamente pubblicata senza poterlo impedire, dal momento che le informazioni utilizzate erano tutte di dominio pubblico, tutto ciò che “Le Tigre” ha dovuto fare è stato aggregarle in ordine cronologico.
La blogosfera già ha avuto la sua dose di scandalo quando questa notizia si è diffusa qualche anno fa, con tutta l’inevitabile ondata di paranoia. Stavolta le cose sono un po’ più preoccupanti, almeno per gli evasori fiscali.
Nonostante le informazioni reperite in giro per social network non siano accettate come elementi probatori in sede legale, possono essere utilizzate allo scopo di identificare un tenore di vita anomalo rispetto il reddito dichiarato e pertanto iniziare un’indagine ufficiale. Come dire, un modo per semplificare la vita agli agenti del fisco, che invece di rovistare nei rifiuti alla ricerca di indizi, possono limitarsi a chiedere la vostra amicizia su Facebook.
Ovviamente niente da preoccuparsi per coloro che dichiarano tutto quello che c’è da dichiarare. E’ sempre la solita vecchia storia sulla privacy, se non avete nulla da nascondere…
Via | Techcrunch
Scritto da Fulvio Minichini
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