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Google Tone, i link diventano una sequenza audio

 
Martina Oliva
22 maggio 2015
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Nel corso delle ultime ore Google ha annunciato il rilascio di una nuova estensione per il browser proprietario Chrome. Si tratta di Google Tone, una risorsa grazie alla quale è possibile scambiare link tra dispositivi diversi senza il bisogno di alcuna connettività intermedia.

Foto che mostra la pagina principale di Google Search da Chrome

Google Tone agisce andando a trasformare un link in una semplice sequenza di suoni (toni DTMF) che una volta riprodotti possono essere recepiti e decodificati da un altro browser. Chiaramente proprio per questo motivo per poter funzionare correttamente il device deve avere un microfono attivo o casse in grado di emettere il suono.

In tal modo il passaggio di un link da un dispositivo ad un altro risulta estremamente semplificato poiché la trasmissione viaggia semplicemente tramite l’aria attraverso modulazioni di frequenza tali da dar vita ad un vero e proprio “dialogo” codificato tra l’estensione emittente e quella ricevente.

Per sfruttare l’estensione e per servirsi delle funzionalità offerte non occorre quindi avere i dispositivi in rete né occorre una connessione bluetooth o Wi-Fi. Tutto quel che serve è semplicemente Google Chrome.

La trasmissione può inoltre essere multipla visto che un solo browser può trasmettere mentre diversi altri possono ricevere. Questo aspetto contribuisce a rendere Google Tone facilmente utilizzabile anche in situazioni quali, ad esempio, convegni o riunioni che, appunto, prevedo la compresenza di un più persone attorno ad un relatore.

Considerando il fatto che Google Tone prevede la divulgazione dell’url in oggetto a tutti coloro che sono in grado di ascoltare il suono emesso allo stato attuale delle cose risulta praticamente impossibile applicare dei filtri per la privacy. Tuttavia se ad esempio si divulga l’url facente riferimento ed un email su Gmail non sarà comunque possibile accedervi poiché le impostazioni della posta elettronica mantengono forzatamente privati i contenuti della casella.

[Photo Credits | OlegDoroshin / Shutterstock.com]

Via | VentureBeat

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