Geekissimo

La spazzatura elettronica non va a finire dove credi

 
Daniele Semeraro ([email protected])
20 Novembre 2007
7 commenti
eWaste

Mandare al riciclo vecchi e obsoleti computer e periferiche non aiuta l’ambiente come si penserebbe. Lo rivela un’inchiesta della Cnn, secondo cui, invece, questa pratica constribuisce a mettere in pericolo lavoratori e ambiente in Cina, India e Nigeria, tra i primi paesi dove va a finire tutta la “spazzatura elettronica”, o “e-waste”, dell’Occidente. Secondo una recente stima, tra il 50 e l’80 per cento delle circa 400mila tonnellate di materiale elettronico destinato al riciclo va in realtà a finire in queste zone povere del mondo.

Lì, centinaia di lavoratori senza precauzioni (tra cui molti bambini) utilizzano quello che possono (come martelli e fiamme ossidriche) per aprire le periferiche obsolete ed estrarne metalli e vetro, esponendo se stessi a un pericolosissimo cocktail di sostanze nocive. Certo, in effetti i pezzi vengono riciclati. Ma purtroppo vengono riciclati nella maniera più pericolosa possibile: si preserva l’ambiente dell’Occidente per contaminare quello dell’Oriente.


Il problema, ovviamente, non è dei proprietari delle aziende o dei singoli cittadini. Questi, nella maggior parte dei casi, si affidano ad aziende specializzate nel riciclo. Solamente che molte di queste aziende, invece di effettuare un riciclo nel rispetto dell’ambiente, mettono tutto in grossi container che vengono poi inviati in sedi periferiche in Oriente e in Africa, dove poi purtroppo avvengono queste pratiche. Tra i paesi più inquinati c’è sicuramente la Cina, considerata da molti ambientalisti come “la terra promessa dell”e-waste'”. Una Cina che attualmente produce circa un milione di tonnellate di spazzatura elettronica e che, purtroppo, ne riceve una quantità molto maggiore da molti Paesi occidentali.

Cosa fare per evitare che questa pratica continui? Sicuramente i governi nazionali devono stipulare accordi più efficaci per regolare questo traffico di rifiuti che potrebbero a mio avviso essere gestiti e considerati come “pericolosi”. I responsabili delle grandi aziende (ma anche i singoli cittadini), poi, dovrebbero cercare (ma sappiamo quant’è difficile) di affidarsi ad aziende serie che possano dare garanzie sull’effettiva destinazione dell'”e-waste”. Voi vi siete mai trovati nella situazione di dover riciclare pezzi di computer o altro materiale elettronico? E come vi siete comportati?

Grazie all’utente bdunnette di Flickr per l’immagine
Via | Cnn.com
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  • #1PcLive

    Penso che nel mondo ci sia comunque qualche cooperativa che si occupa appunto di questi riciclaggi elettronici, altrimenti dato il vario uso che ne facciamo, ne saremo già sommersi…
    Invece di investire per cose molto più superflue bisognerebbe integrare con sostanziali finanziamenti le suddette società, ammesse che esistano… Magari, creando un nuovo progetto ed una nuova iniziativa a livello nazionale/mondiale.

    20 Nov 2007, 10:15 am Rispondi|Quota
  • #2Micheluzzo

    Che schifo, il traffico di e-waste ha davvero dell’incredibile 🙁

    20 Nov 2007, 11:09 am Rispondi|Quota
  • #3ellogallo

    Per i cellulari esistono cooperative che li riciclano per mandarli in Africa funzionanti, dove c'è voglia di "mobil-izzarsi" ma non ci sono soldi e quindi questa è una buona soluzione. Per l'e-waste invece è un bel problema. Da una parte non possiamo continuare a buttare nell'indifferenziato tutto quello che ci passa per la testa, dall'altra è necessario, indispensabile, che il recupero venga fatto nelle condizioni di lavoro corrette. Sarà forse necessario fare lobbing su chi se ne occupa? Partiamo dalla blogsfera?

    20 Nov 2007, 11:20 am Rispondi|Quota
  • #4Ice Kent

    per sapere se una ditta è seria non saprei come fare.
    io posso portare i miei materiali elettronici, e gli altri, ai centri di compostaggio della municipalizzata, ma poi dovrebbero essere loro a scegliere le società per il riciclaggio di questo materiale.
    l’ultimo pc e stampante rottamanti me li han fatti mettere in un contenitore a parte, facendomi togliere le cartucce d’inchiostro e la testina, che sono andate a finire da un’altra parte.
    lo stesso discorso vale per l’olio dell’auto, e per i filtri. sapevi che in teoria dovrebbero essere i negozi che vendono oli minerali ad occuparsi dello smaltimento di quelli vecchi?

    20 Nov 2007, 11:28 am Rispondi|Quota
  • #5ellogallo

    Se siete di Firenze e vi interessa la cosa, la mia parrocchia fa la raccolta degli oli fritti usati (per poi darli a chi si occupa del loro riciclaggio) ;-).
    Il nostro futuro è il riciclo, perché le risorse della Terra sono finite, nel senso che non sono infinite.

    20 Nov 2007, 12:19 pm Rispondi|Quota
  • #6nastrorosa

    Nel video della bellissima “Stop me” dei Planet Funk si vede uno di questi mega depositi di componenti hardware situato in Cina..

    20 Nov 2007, 6:43 pm Rispondi|Quota
  • #7My Lost Blog

    no nn sono di firenze

    20 Nov 2007, 8:29 pm Rispondi|Quota
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