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Twitter “bannato” negli Emirati Arabi Uniti

 
Daniele Semeraro ([email protected])
7 Dicembre 2007
3 commenti
Arab

Twitter? È un fenomeno talmente in ascesa che ormai è entrato a far parte dei siti e dei servizi Web temuti dai governi che limitano la libertà di opinione. Gli Emirati Arabi Uniti, infatti, ne hanno vietato l’accesso ai propri residenti, che da ora in poi non saranno più in grado né di inserire i propri “tweet”, né di vedere quelli degli altri.

Accedendo a Twitter, infatti, si legge un cartello che spiega:

“Ci dispiace, il sito che stai cercando di visitare è stato bloccato a causa dei suoi contenuto, che non sono in linea con i valori religiosi, culturali, politici e morali degli Emirati Arabi Uniti. Se pensi che questo sito non dovrebbe essere bloccato, visita per favore il Feedback Form disponibile sul nostro sito”.

Ovviamente, immagino che i commenti di protesta siano migliaia… ma vengono davvero letti uno per uno? O vanno a finire in una casella di posta fasulla?


Ormai la limitazione d’accesso a determinati siti da parte di alcuni governi – lo dico provocatoriamente – segna il successo del sito stesso, che diventa così un fenomeno planetario. Twitter, questa la motivazione della chiusura negli Emirati Arabi, con la sua libertà di parola e di pensiero è diventato uno strumento tale da poter creare una massa critica.

Tra gli altri servizi che vengono spesso “bannati” al primo posto c’è YouTube (Cina, Thailandia, Marocco, e così via), seguito a poca distanza da MySpace e Facebook.

Via | Mashable
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Commento

  • #1Micheluzzo

    E’ davvero incredibile e anacronistico che nel 2007 vengano ancora censurati dei siti internet dove si può parlare di libertà. Ma la gente quando comincerà a incazzarsi e a ribellarsi???????

    7 Dic 2007, 10:33 am Rispondi|Quota
  • #2Fabrizio

    Cose da pazzi… pensare che siamo nel 2007/2008

    22 Dic 2007, 9:38 pm Rispondi|Quota
  • #3Paolo

    Twitter a Dubai sembra essere soltanto raggiungibile tramite il sistema di WiFi dell'aeroporto. Probabilmente cio dipende dal fatto che questa area è considerata di transito per i passeggeri internazionali. Non è la prima volta che mi trovo in un paese dove un sito web viene bloccato. Ad esempio youtube è rimasto bloccato in Thailandia perchè accusato di trasmettere immagini offensive nei confronti delle istituzioni. Recentemente in Thailandia sono stati censurati dal governo 1.400 siti web: http://pattayathailandia.com/thailandia-controlla
    E'ovvio che alcuni governi, come anche la Cina ad esempio, non gradisce che la gente diventi troppo consapevole riguardo temi ritenuti scottanti.

    2 Ago 2010, 11:18 pm Rispondi|Quota
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