Geekissimo

Mp3, ovvero la morte dell’alta fedeltà

 
Daniele Semeraro ([email protected])
31 Dicembre 2007
34 commenti
Altafedelta

Alzi la mano chi non ha un lettore Mp3 o chi non ascolta mai musica in questo formato sul computer. Sono rimasti davvero in pochi (ovviamente nella fascia di età under-50) coloro che non utilizzano i “nuovi” formati audio. L’iPod (e così l’iPhone) è diventato un vero e proprio status-symbol; la posta elettronica, le chat, i social-network e i vari programmi di file-sharing hanno fatto il resto. Fatto sta che attualmente la musica Mp3 è in assoluto quella più ascoltata.

Ma avevate mai pensato a come funziona, “da dentro”, un Mp3? Cioè: com’è possibile comprimere in 3 o 4 Megabyte un brano musicale di quattro minuti? Tagliando numerose frequenze. Ed è proprio qui che i puristi della musica si stanno battendo: con il taglio di numerose frequenze (in teoria quasi impercettibili all’orecchio umano inesperto) la musica sta diventando tutta “piatta”, tutta uguale, e la cosiddettà “alta fedeltà”, hi-fi appunto, sta andando a farsi friggere.


La compressione Mp3, dicevamo, funziona eliminando frequenze molto alte e molto basse in modo che, però, la qualità rimanga il più possibile vicina all’originale per l’orecchio umano. Eliminando queste frequenze, però, vengono (e di molto) attutiti numerosi dettagli, come ad esempio il suono di alcuni tipi di percussioni, quello delle corde della chitarra che vengono pizzicate, e così via. Ma non è tutto. Siccome ultimamente la musica viene ascoltata sempre più tramite cuffiette o speaker del computer di dubbia qualità, è diventata prassi comune che i tecnici del suono che finalizzano i Cd musicali appiattiscano il suono e alzino il volume, così da tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore che, magari, nel frattempo sta anche navigando su internet e chattando con i propri amici.

E così, alla compressione, ci si aggiunge anche questo ulteriore fattore. È come se, in definitiva, più andiamo avanti con la tecnologia e peggio ascoltiamo la musica. E non sono solamente i più esperti o pignoli a dirlo: lo scorso anno Bob Dylan aveva detto alla rivista Rolling Stone che negli album moderni “è tutto suono ma niente è definito, le voci, la musica… appere tutto statico”. Mi rivolgo agli “esperti” del settore: siete d’accordo con queste dichiarazioni? E, invece, voi normali ascoltatori di brani Mp3: vi siete mai accorti che, rispetto a un Cd, la qualità dell’audio è più bassa? Io, sinceramente, un sacco di volte.

Si ringrazia l’utente el patojo di Flickr per l’immagine.
Via | Slashdot
Categorie: Curiosità, Emule, Musica
Tags: audio,  mp3,  Musica,  qualità, 
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  • #1riccardo

    personalmente mi accorgo molto di più della differenza tra il suono di un ipod vero e quello di uno tarocco… differenza tra hi-hi ed iPod.. c’è di certo.. io però non ci faccio molto caso!

    …sarò il solo…. 🙂

    31 Dic 2007, 10:43 am Rispondi|Quota
  • #2Claudio

    Sante parole, un riduzione di qualità si era già avuta nel passaggio da vinile a cd, in cui la campionatura ‘segava’ qualche frequenza. Però, vuoi mettere la durata, l’assenza di disturbi la portabilità (nel case dell’mp3). Diciamo che il senso del termine qualità è cambiato passando dal suono alla comodità.

    31 Dic 2007, 11:09 am Rispondi|Quota
  • #3asunir

    tutto sta da quello che uno vuole, e da quanto vuole pagare per ottenerlo.
    Io uso un lettore MP3 no-brand low cost per ascoltare la musica e la radio mentre viaggio in treno, e mi va benissimo così.
    Se fossi un esperto, appassionato di musica classica, dall’orecchio fine e sensibile, e dotato di un buon portafogli, mi farei un impianto Bose (o simi di alta gamma) e comprerei solo cd originali della Decca…
    Mi pare che queste disquisizioni siano abbastanza inutili.

    31 Dic 2007, 11:14 am Rispondi|Quota
  • #4capitancatarro

    ma a 192kb non c’era la famosa “trasparenza”? meglio ancora a 320kb, se uno ha proprio l’orecchio fino. se poi fanno questo discorso della “qualità” solo per ritornare a vendere dischi nei negozi… è un altro paio di maniche, eh.

    31 Dic 2007, 11:24 am Rispondi|Quota
  • #5Dadone

    Ovviamente è tutto vero: tecnicamente parlando il formato mp3 permetterebbe di mantenere molte informazioni aggiuntive sulle frequenze più alte a svantaggio del rapporto di compressione, ma raramente si “trova” in giro musica compressa in maniera decente. Pertanto concordo sul fatto che quando ascoltiamo materiale non selezionato, ci stiamo abituando ad ascoltare musica di qualità sonora scadente…

    31 Dic 2007, 11:46 am Rispondi|Quota
  • #6matty46

    io nn no ne ipod ne lettore mp3…………ho 1 lettore cd mp3 della panasonic di buonissima qualità e secondo me e’ 100 volte meglio dell’ipod o simili x la qualità…l’unica pecca e’ ke ingombra 1 po , ma come qualità audio meglio questo………

    31 Dic 2007, 11:59 am Rispondi|Quota
  • #7Alessandro Baffa

    Certo che c’è differenza. Il formato .wav è decisamente più ricco di un mp3.
    Il fatto è che all’utenza normale di ascoltatori di musica, quindi l’80% delle persone, queste perdite, che comunque riescono a sentire chi ha un orecchio abbastanza sviluppato, non interessa! A tutti interessa che nel nostro lettorino ci stiano più pezzi possibili e che si sentano decentemente.

    La musica ormai è diventata un pasto da mangiare in fretta mentre fai anche altro. E non stai tanto lì a sentire se un’armonica è presente o meno. Poi ovviamente se vuoi mangiare meglio vai al ristorante (compri il cd), altrimenti lo trasformi in mp3 e te ne porti in giro 1000 invece che 15.

    Se si cercasse di fare in modo che la gente apprezzasse la qualità sempre, allora la musica venderebbe molto meno.

    31 Dic 2007, 12:13 pm Rispondi|Quota
  • #8savohead

    La diatriba sull’mp3 esiste forse da prima ancora che uscisse come formato standard. Questa notizia, quindi, non mi sembra una novità. Mi sembra però, non me ne vogliano gli autori, un ottimo modo per invogliare i commenti a discapito della reale informazione.
    Spiego.
    Esistono un sacco di formati di compressione con perdita di informazione e lossless (senza perdita d’informazione, ma mi piaceva il suono della parola .. eheh), il più diffuso formato è l’mp3, fra qualche tempo l’mp4 (che non apporterà troppe migliorie in campo audio, ma molti vantaggi per ciò che sta “attorno” alla musica), ma è evidente che questa tecnologia sia ancora in evoluzione.
    Sono d’accordo con Dylan (spesso e volentieri), ma non penso che si riferisse solamente alla tecnologia; molto spesso chi crea musica, ne ha assorbita parecchia, costruisce un proprio gusto ed impara dai commenti altrui. Ciò significa che per comunicare, tende ad utilizzare il mezzo che più gli si addice e che potenzialmente potrebbe raggiungere la maggioranza delle persone. Pian piano tutti i generi si definiscono, tutte le ramificazioni si etichettano, tutto tende all’assorbimento, tutta la “staticità” è sì dovuta alla tecnologia, ma è anche l'”artista” che la ricerca.
    Infine la “resa” di un mp3 (o se vogliamo un formato senza perdita d’informazione) dipende dal supporto, è ovvio che spendere di più per una migliore qualità sia naturale, ma bisogna calcolare l’utilizzo che si voglia fare del supporto: se voglio ascoltare musica in assoluto silenzio, l’ascolto dallo stereo, non da un iPod, se voglio ascoltare la radio in macchina, dovrò annoverare il rumore del motore, se voglio ascoltare un mp3 in treno, dovrò cercare di tener fuori il chiacchiericcio, ma nessuna delle ultime fruizioni potrà mai somigliare alla prima; inutile quindi disquisire su quisquilie, l’importante è migliorare.
    Penso che un fattore importante che spero aiuti a raggiungere un buono standard di ascolto per tutti sia la capacità sempre maggiore dei lettori e di tutte queste amene paccottiglie che si siglano PMP, spero che l’aumento della capacità porti con sé l’idea di utilizzare formati meno comprimenti ma di maggiore qualità, ma purtroppo ho paura che invoglierà ancora di più la sboronaggine della gente a vantarsi di avere “120 milioni di canzoni” e di non sapere nemmeno di chi siano o di cosa parlino.

    31 Dic 2007, 12:25 pm Rispondi|Quota
  • #9MA3X

    … ci troviamo in un mondo dove è possibile scegliere, ma ci troviamo anche in un mondo dove la qualità viene messa da parte a discapito della quantità … quanti dischi nuovi uscivano negli anni ’70 e quanti ne escono adesso … oggi non importa “ascoltare” un bel disco, ma “sentire” bella musica … ciò vuol dire che su 15 canzoni di un qualsiasi gruppo (a furia di martellare) una o massimo due se ne salvano … sono i tempi e ci si adegua … magari tra dieci anni non sarà così oppure sarà peggio … pensate solo al ritorno delle vendite in vinile …

    31 Dic 2007, 12:29 pm Rispondi|Quota
  • #10Ciny2

    a parte che il Wav non è un formato compresso, mp3 ha una compressione lossy quindi perde delle “cose” in cambio di spazio. Però c’è gente che si smazza per creare alternativi senza perdite di dati e che non pesino troppo in dimensioni, però mp3 e ormai da anni uno standard di fatto, manco microsoft è riuscita a scalzarlo con il suo WMA.

    Però faccio notare che mp3 a vari encoder, quindi la qualità varia anche su questo. Comunque anche uno che non è un audio filo sente la differenza tra un CD audio e un mp3, soprattutto se si ha delle casse abbastanza buone.

    31 Dic 2007, 12:32 pm Rispondi|Quota
  • #11MrPanzAllegra

    il miglior modo di ascoltare della sana musica 70″ è il vinile.

    31 Dic 2007, 12:43 pm Rispondi|Quota
  • #12capitancatarro

    no, il miglior modo di ascoltare la musica VERAMENTE bene è quello di diventare amico dei musicisti (tipo i lezzèppelin) con un subdolo stratagemma ben pianificato e poi farsi canticchiare i motivetti direttamente nella tua cameretta, a letto, con le persiane ben chiuse e due candele posizionate ad arte.
    altro che mp3, vinili e cincischiate varie. le cose van fatte per benino.

    31 Dic 2007, 12:54 pm Rispondi|Quota
  • #13tardoromantico

    l'mp3 non è il male "assoluto" nel senso che consente di avere con sé i propri dischi preferiti ed è comodissimo. la differenza si sente parecchio rispetto a un cd ben registrato o a un vinile, ma credo che la direzione da seguire sia quella di un supporto digitale, pratico e diffuso dalla qualità audio sempre più alta (tipo flac). poi certo…io sono un po' feticista e compro ancora vinili…!

    31 Dic 2007, 1:25 pm Rispondi|Quota
  • #14RobTheLupus

    #2 si sentiva meglio su un vinile che sul digitale?!!
    ora possiamo discutere se sia meglio l’analogico al digitale, ma in tal caso, si parlerebbe di nastri magnetici, non di vinili…
    il solco del LP che si rovina ad ogni passaggio, la puntina che si degrada, il modo stesso con cui è stato fatto LP: per problemi logistici sul LP non si incidevano le basse frequenze (il solco sarebbe stato troppo) e si rimediava con una post equalizzazione.
    gli aux chiamati PHONE sono specifici per i vinili, proprio perchè su quei canali, c’è un EQ specifica.
    quindi dire che si sentiva meglio un supporto che andava aiutato dall’impianto HI-FI mi sembra un po’ ridicolo..

    cmq… ritornando al discorso MP3.. non solo tagliano frequenze alte e basse, ma anche frequenze mascherate da altre (in sintesi: a parità di freq ci possono essere più strumenti che la suonano in quell’istante, l’mp3 non registra quella con volume minore, perchè è nascosta da qlla con volume maggiore).

    esistono molti nuovi formati che anche loseless, che rimangono fedeli al cd, ma il problema è di mercato. Non esistono, o sono troppo pochi, i player portatili in grado di leggere tali formati.

    31 Dic 2007, 1:45 pm Rispondi|Quota
  • #15Nexso

    Secondo me la cosa migliore è scegliere formati lossless o almeno con bitrate variabile per poi utilizzarli per estrarre le tracce dal cd (originale o copiato da esso, niente mp3 convertiti a cd audio). Ovviamente c’è bisogno di un buon sistema di casse (2.1 va più che bene per pc) e (se possibile) una discreta scheda audio.

    31 Dic 2007, 2:43 pm Rispondi|Quota
  • #16Hernan

    la differenza si nota moltissimo fra mp3 e cd, e cd e vinile. Comunque credo ke la strada da seguire sia quella dei file .flac, ke hanno un bitrate di 800-1000 Kbps. La differenza si nota!!! La nota dolente è che nessun lettore mp3 li legge, tranne il mio palmare.
    infine, vorrei pregarvi di ascoltare la musica almeno con le casse 2.1 o con delle buone cuffie, vi assicuro ke in poco tempo riuscirete ad apprezzare la vera musica. Consiglio: ascoltatevi i pink floyd in vinile e mi ringrazierete.

    31 Dic 2007, 2:47 pm Rispondi|Quota
  • #17RobTheLupus

    ma ragazzi…
    ma dài…
    ma come fate a dire prendete un 2.1??
    ci sono 2.1 da 30€ e 2.0 da 250€
    Vorrete forse dirmi che si sentirà meglio dal 2.1 da 30€??
    Volete sentire bene? volete accorgervi della diff tra un cd e un mp3?
    ok allora suggerite di spendere un po’ di euro, non di generalizzare con un 2.1 a caso.. (che poi quel subwoofer va sistemato bene, altrimenti crea + casini che altro).

    Il consiglio è prendete roba di qualità per apprezzare differenze e sensazioni.

    31 Dic 2007, 2:58 pm Rispondi|Quota
  • #18Giorrrrr

    Certo che la differenza si sente! Tuttavia quoto “robthelupus”: andiamo non ditemi che il vinile si sente bene!
    Avrà pure il suo fascino sentire il fruscio del LP rovinato, ma non ditemi che il vinile si sente meglio di un mp3!
    Sono d’accordo che il cd si senta molto meglio, e per me che sono una cantante musicista il formato mp3 spesso porta tantissimi svantaggi quando devo ascoltare alla perfezione una canzone, però vuoi mettere la portabilità di un mp3?
    Ci sono pregi e difetti, e mi pare anche abbastanza ovvio!
    Io uso generalmente l’ipod e ascolto la musica in formato mp3.
    Se poi ho la necessità di sentire una canzone in maniera più accurata, allora la ascolto in wma, o altri formati.
    Dipende soprattutto l’uso che uno fa della musica e delle canzoni!
    La metà dei miei amici non saprebbe neppure riconoscere la differenza tra il suono di un basso e quello di una chitarra, ed è triste.
    G

    31 Dic 2007, 2:58 pm Rispondi|Quota
  • #19Michele

    La qualità della musica è indecadimento continuo dall’avvento dell’MP3 anche per capionamenti errati o copressioni troppo elevate. Sentamo sempre piu misica, sempre peggio. Però c’è da dire che ci mettono molto del proprio anche i misicisti: negli ultimi anni gli album degni di essere acquistati sono sempre meno, si salvano pochi ostri sacri, per il resto capita di sentire ogni tanto qualche bel pezzo contornato da una decina di scartine per riempire il CD.
    Al di la di questa amara considerazione, secondo me la musica ha un favoloso alleato. Il continuo aumento di capacità delle memorie di massa. Hard disk da un tera, blue ray da 30 giga… che ci mettiamo poi dentro? Il costo a mega continua a scendere, la banda adsl aumenta, alla fine arriverà un punto che certe compressioni non saranno più necessarie, spero!

    31 Dic 2007, 3:18 pm Rispondi|Quota
  • #20Fabrizio

    Il discorso è parzialmente corretto. C’è da dire anzitutto che ogni sistema, il vinile, le valvole, i MOS hanno una loro risposta in frequenza; ed è importante A voler fare i puristi anche gli amplificatori a MOS, che amplificano le armoniche dispari, non sono perfetti per l’orecchio umano.
    Insomma, se proprio c’è da fare i fini, allora facciamoci i vinili con gli amplificatori a valvola. Per il resto l’mp3 commercilamente è stato una bomba. Ha permesso una diffusione enorme della musica.

    31 Dic 2007, 3:36 pm Rispondi|Quota
  • #21Gian Piero Biancoli

    Mah.
    Chi usa un lettore mp3 (che sia o meno un Ipod poco importa) non lo usa in condizioni da poter apprezzare le sfumature. In spiaggia, tra la gente, mentre fa jogging, sul treno, ecc.. è più un sottofondo musicale che non un ascolto vero e proprio.
    Discorso diverso per quanto riguarda le mura domestiche dove i puristi che vogliono “riconoscere” Hough suonare Rackmaninoff (per fare un esempio) avranno con alta probabilità un impianto ad amplificazione a valvole.

    Sono due mercati completamente diversi avere un Ipod non esclude il possesso di un impianto hi-fi a casa e il numero di puristi non è certo calato.
    Non mi sembra quindi corretto dire che “più andiamo avanti con la tecnologia e peggio ascoltiamo la musica”; semplicemente ascoltiamo PIU’ musica.

    31 Dic 2007, 3:44 pm Rispondi|Quota
  • #22Tertium Auris

    Il quesito è legittimo, non i presupposti. Prima dovremmo domandarci se sappiamo come funziona effettivamente la codifica mp3.
    L’ mp1 layer III, questo il suo vero nome, è un formato di compressione con perdita di informazioni. Non vengono eliminate certe frequenze acute, come precedentemente asserito, ma:
    1 – alcune frequenze in base alla propria intensità, praticamente le più deboli
    2 – le frequenze mascherate, ovvero frequenze “coperte” da altre di intensità maggiore.
    A tal fine il segnale viene anche processato da un banco di 32 filtri a terzo di ottava che copre tutta la banda udibile, da 16 Hz a 20.000 Hz; ciò determina la suddivisione del segnale in 32 bande, ognuna delle quali processata singolarmente, come avviene più o meno per il nostro sistema percettivo.
    Un altro intervento viene chiamato Joint Stereo, che in poche parole elimina la ridondanza tra canale dx e sin. (in realtà la cosa è più complessa ma non è il luogo qui).
    Una cosa importante da capire è che questo formato può offrire diverse qualità audio a scapito di peso in byte, determinate dal Bitrate, numero di bit per ogni secondo di segnale, che può essere costante o variabile.
    Per capire, il Bitrate di un segnale ad esempio in formato .wav è di 1411 Kbit (Kilo=1.000); l’mp1 layer III fu introdotto dal Fraunhofer Institute proprio per ridurre il Bitrate di un segnale per poterlo più agevolmente trasmettere in rete, mediante quanto prima accennato, tagliando quindi certe informazioni.
    Il massimo Bitrate possibile utilizzato dalla compressione mp3 è di 384 Kbit, circa un quarto rispetto al .wav (4:1), ma tuttavia con l’utilizzo del miglior CODEC (enCOder/DECoder) attualmente sul mercato chiamato LAME non si va oltre il 320 Kbit. Che comunque offre un’ottima qualità audio, praticamente “identica” a quella di un file .wav se ascoltato con un impianto di media/buona qualità. Se abbassiamo il Bitrate al di sotto dei 128 kbps (kilo-bit-per-secondo) la differenza comincia a sentirsi parecchio, anche con un lettore di scarsa qualità, risparmiando (o guadagnando) però un bel pò di byte.
    Ricordiamoci che l’mp3 istruisce la compressione sul cosa fare, il codec sul come farlo.
    Un altro aspetto interessante è che questo formato di compressione lossy, con perdita, non è migliore di tanti altri, eppure è il più usato. Lo stesso .wma a parità di peso del file audio offre una qualità migliore.

    31 Dic 2007, 4:14 pm Rispondi|Quota
  • #23Teknikos

    W l’analogico… chi conosce una sinusoide sa cosa vuol dire riprodurla fedelmente, con il digitale è quasi impossibile farla in modo lineare ci vogliono tanti zero e altrettanti 1 (che schifo), che bella la linearità delle valvole… quanti rimpianti.
    Chi non nota la differenza purtroppo non ha mai sentito l’alternativa ed è meglio che non la sentirà mai xchè non bastano 19 euro x ascoltarte il SUONO e neanche ci compra il mitico VINILE !!!

    31 Dic 2007, 4:36 pm Rispondi|Quota
  • #24RobTheLupus

    #24
    insisto nel dire che è solo una questione di prezzo…
    se si spendono, per esempio 2.000€ per un impianto audio, suonerà sempre bene. che sia un impiano hi-fi analogico, o interamente digitale.

    discorso valvole: c’è un contronsenso in quel che hai detto: le valvole introducono un distorsione del segnale (non sto discutendo sul fatto che poi suoni meglio o no) quindi nemmeno la valvola riproduce fedelmente la sinusoide originale…

    quindi il discorso è di puro gusto…
    meglio un suono caldo ma artefatto dell’analogico, o freddo ma + fedele del digitale?

    è una scelta…

    l’opzione migliore? un mix… digitale e analogico insieme

    31 Dic 2007, 5:29 pm Rispondi|Quota
  • #25Rintintin

    2000 euro per un impianto audio che suona bene…

    Dio santo…ma ce l’hai una mezza idea ,solo mezza…di quanto costa un Mayer Sound?
    E non ep che un Mayer esiste e ha senso solo per farci i concerti dal vivo…no no….
    Sono discorsi da lavatoio….tu vedi come “ottimale” un impianto da 2000 euro semplicemente perche’ quella e’ la cifra che per te e’ il massimo concepibile ,ma con quella cifra non ci compri manco la calbaltura a momenti di un “buon impianto audio” e sto esagerando ma non di troppo vai tranq….

    Come diavolo e’ possibile stare a discutere su dislivelli che vanno dalle 200 euro ai S0.000 euro?
    ASSURDO

    Dylan ha certamente ragione ma si dimentica di quando a suo tempo ha fatto ben altre riflessioni a proposito dei “mangiacassette…”
    La musica SI ASCOLTA DAL VIVO
    STOP!
    La musica registrata,a qualsiasi livello
    SARA’ SEMPRE MUSICA IN SCATOLA
    ok e va benissimo (allucinante prendere troppo in considerazione discorsi di “ualita’” audio quando si parla di ascolti al cp mentre addirittura si naviga ect.ect. e va bhe) che esista mp3 (PERO’ C’E’ ANCHE FLAC ) ma a patto che non si dimentichi che un quadro di Picasso (o di chi ci pare ) per quanto perfettamente riprodotto al pc o sulla carta

    NON ESISTE CHE POSSA ESSERE SCAMBIATO (la riproduzione ) per il quadro!
    UN CONTO E’ MUSICA CHE NASCE E VIENE CONCEPITA in un certo modo (certa ottima tecno o ambient ect. )
    ALTRO DISCORSO e davvero infinitamente altro discorso RIMANE se si parla di Led Zeppelin….
    ma non scherziamo……
    Che poi per un ragazzo sia improponibile a cuasa del costo dei biglietti e dei costi di spostamento ect.ect. ascoltare davvero muscia dal vivo
    e’ tutt’altro discorso (lo stesso di sempre comunque ) e purtroppo (da un alto ) la facilita’ con cu si ha L’IMPRESSIONE di poter scoprire e poi approfondire una scoperta musicale COMPLETAMENTE ATTRAVERSO MUSCIA INSCATOLATA allontana molti dalla realta’ vera di un pezzo musicale.
    Dal vivo….
    registrata alla fine va seempre bene basta che non ronza…su….
    ma non scherziamo….

    1 Gen 2008, 3:41 pm Rispondi|Quota
  • #26flux

    io alzo la mano per il non ascolto mp3… questo non significa che stia nella fascia degli over 50… molti non ascoltano mp3 sapete? Nessuno vi ha mai parlatto di ogg vorbis? Pravatelo… è un formato opensource… non si paga nulla e sentite che musica! ehehe nessuno vi ha detto di comprare l’ipod… io sto cercando da mesi un lettore anche ogg conveniente (ce ne sono molti ma a prezzi simili all’ipod, che per me è troppo) ma non trovandolo mi conviene stare senza lettore audio… meglio di ascoltare quella schifezza di mp3 che non ascolto da una vita!

    2 Gen 2008, 9:31 am Rispondi|Quota
  • #27andrea

    Tutto supervero, la differenza si sente con un inpianto audio di livello (in questo caso ci si accorge che la compressione audio rende la musica non solo piatta ma penosa).
    P.S. L’ mp3 taglia solo le frequenze in alto e non in basso.

    2 Gen 2008, 3:27 pm Rispondi|Quota
  • #28Francesco Raspa

    L’mp3 sottostà ad una legge ….”universale”, ovvero che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca ! E’ semplicemente un compromesso. Una grandiosa comodità con una qualità inferiore allo standard di un cd o meglio ancora di un dvd (che poi da un microscopico auricolare che volete che venga fuori, anche se quelli di ultima generazione sono sorprendenti).Ma poichè uno non esclude l’altro non vedo dove sta il problema. Io ho un bell’impianto in casa che non posso portarmi al lavoro o in viaggio, ma ho alcuni lettori mp3 che porto sempre con me, e se ne ho voglia ascolto le mie canzoni preferite. Ma voglio aggiungere un’altra cosa che mi sta molto a cuore riferita ai “puristi” del suono: ma voi che prestate così attenzione alle frequenze dei suoni, vi lasciate mai coinvolgere semplicemente dalle emozioni che vi trasmette la musica senza stare a pensare agli hertz?

    3 Gen 2008, 12:32 pm Rispondi|Quota
  • #29Capitan Delitto

    Ragazzi, la piattezza del suono è dovuta in una piccola, misera parte al formato di compressione scelto (che sia un mp3, un ogg o qualsiasi preferiate).

    Essa sta tutto nella cosidetta “Loudness War”, ovvero la corsa tra produttori musicali a chi ammazza meglio la gamma dinamica di una canzone.

    L’odierno processo di mastering, direi da 30 anni a questa parte con l’escalation del pop da classifica di mtv, ha progressivamente abusato dell’effetto di compressione dell’ audio utilizzato impropriamente per pompare il volume della canzone fino ad arrivare a -5db rms, se non oltre. Questo è un valore altissimo che restituisce una resa sonora che definire una porcata è un complimento.

    La leggenda narra che i vecchi jukebox richiamavano l’attenzione di più gente quando passavano una canzone con un volume più alto rispetto alle altre. Seguendo questa credenza le case discografihe allora hanno pensato che “normalizzando” i cd alzandoli il db rms a valori disumani ma fregandosene del dynamic range (parametro fondamentale se si desidera una canzone che suoni “naturale”) riescono a vendere di più.

    Quindi mi rivolgo ai puristi dell’hi-fi, più che prendervela con i lettori portatili fareste meglio ad accanirvi contro le case discografiche perché potete spendere anche 10.000 euro per un impianto casalingo ma se ci ascolterai cd usciti di recente direi che sono stati soldi spesi male.

    Gli hi-fi non fanno miracoli. Gli album missati e masterizzati male in studio rimangono tali, non c’è verso di migliorarne la qualità di ascolto a casa vostra.
    Con un ottimo impianto ti illudi che il miracolo sia accaduto ma rimane solo, per l’appunto, un illusione.

    3 Gen 2008, 2:54 pm Rispondi|Quota
  • #30Antonio

    La differenza si nota… è percettibile anche se sinceramente preferisco perdere una percentuale di qualità in favore della praticità. E comunque è sempre possibile rippare in modalità lossless… Il mio iPod l’ho farcito di tutta la discografia dei Queen senza perdità di qualità… Bella

    3 Gen 2008, 9:19 pm Rispondi|Quota
  • #31RNiK

    L’articolo parte da un presupposto sbagliato e cioè che “il formato” da solo, in questo caso MP3, determini la qualità percepita. In realtà non è così, la qualità percepita dipende da diversi fattori:
    1. qualità e stato della fonte originale;
    2. bitrate e parametri di compressione;
    3. dispositivo di ascolto;
    4. ambiente di ascolto;
    5. “orecchio” dell’ascoltatore.

    Per il punto 1 vale di il discorso di Capitan Delitto; se la musica in partenza è registrata male c’è poco da fare.

    Per il punto 2 c’è da tenere in considerazione che un MP3 a 128 kbps è ben diverso da un MP3 a 320 kbps (quasi lossy e quindi indistinguibile dall’originale).

    Per il punto 3 rimando al all’articolo di cui sopra; un dispositivo (player o cuffie) di scarsa qualità abbassa comunque la dinamicità e profondità del suono.

    Per il punto 4 c’è da tenere il considerazione “il momento” di ascolto. Se ascolto musica mentre sto facendo attività fisica, se ascolto musica mentre sono in auto, in autobus o in treno, se ascolto musica mentre sto studiando, ecc… In tutti questi casi il discoro qualità percepita viene meno, vuoi per ciò che ci circonda, vuoi per quello che stiamo facendo.

    Il punto 5 è un’ovvietà; chi ha un orecchio sensibile tenderà a prestare più attenzione a tutti i fattori che ho citato e si regolerà di conseguenza.

    In definitiva non ritengo vera l’equazione “MP3 + cuffiette = musica di scarsa qualità”.

    4 Gen 2008, 8:14 am Rispondi|Quota
  • #32ildebe

    il vero problema dell’Mp3 non è tanto la codifica a 192 Kbps che risulta indistinguibile alla maggior parte degli ascoltatori rispetto alla traccia wave PCM uncompressed.
    Il vero pericolo è la transcodifica e il bitrate scaling degli Mp3.
    Faccio un esempio:
    Codificare da una traccia CD un Mp3 a 192 Kbps è molto meglio che fare il downsampling a 192 Kbps partendo da un Mp3 a 320 Kbps.
    E il punto è che nessuno lo sa, e gli Mp3 vengono costantemente fatti circolare, codificati e ricodificati a bitrate diversi.
    Quando ci scarichiamo un Mp3 dalla rete a 192 Kbps, chi ci garantisce che non è il risultato di un downsampling?
    Credo che gli Mp3 in circolazione subiscano fortemente la legge dell’entropia.

    15 Gen 2008, 6:35 pm Rispondi|Quota
  • #33Kyle

    Cara Giorrrrr, sì, personalmente io (e non sono certo il solo) ti vengo a dire che il vinile si sente meglio di un mp3. Se avessi mai ascoltato un vinile ben tenuto e non graffiato, con un giradischi e degli amplificatori all’altezza della situazione,ti renderesti conto che la bellezza e la completezza del suono non è nemmeno paragonabile a quella di un CDDA (quindi, figuriamoci all’mp3…) e non si avverte nessunissimo fruscio. Quelli li inizi a sentire se graffi il disco o dopo il millesimo ascolto.
    Tuttavia se un vinile dopo il millesimo ascolto aggiunge semplicemente un po’ di fruscio, il CD, dopo il millesimo ascolto, soprattutto se è MP3, può essere già bello e andato, con i dati corrotti e inascoltabili (avete mai messo nel pc un vecchio CD per avere un bell’errore di ridondanza ciclico?)
    Io non credo che tramanderemo ai nostri pronipoti i CD, se durano dagli uno ai venti anni è pure tanto, con i dischi sì.
    Ed è tanto il lavaggio delle menti che si giudica senza mai avere ascoltato per bene o per sentito dire o con la mente piena di preconcetti.
    P.S. Sta scrivendo un 25enne, non un vegliardo.

    1 Mag 2008, 11:34 pm Rispondi|Quota
  • #34maui.maui

    Per i curiosi e per chi volesse conoscere qualcosa per sommi capi di cosa e’ un mp3 puo’ leggere 🙂 l’ottimo 😉 articolo da me scritto in risposta ad una persona che aveva tanti CD Audio e che voleva passare ai FLAC o APE (lossless codec) ma non sapeva piu’ come riconoscere le sorgenti da cui pervenivano i cd ormai trasformati in formato audio CD.
    http://www.axnet.it/forum/domanda-tecnica-mp3-t303734.html?t=303734

    Personalmente devo dire che troppo spesso mi capitano in mano CD Malamente registrati, detesto gli mp3 perche distruggono la musica, tuttavia a sentire certi dischi dei Platters, Bill Haley, Aphrodite’ s Child, John Lennon i Beach Boys, Procol Harum e voglio esagerare, alcuni brani dei Doors, o i primissimi dischi dei Pink Floyddddd, Famosi per aver per lungo tempo utilizzato strumenti scadenti alla sorgente che facevano arrabbiare pure i produttori…., Forse anche la OST di Grease, in genere vecchie registrazioni, ma anche nuove soprattuto di alcuni dischi rock; non ci troverei troppo di male a fare mp3 perche’ tanto e’ tutto cacofonico come un mezzo citofono. Certo sentire al telefono o in Mp3 i Rippingtons, Acoustic Alchemy, The Dark Side Of The Moon, Lee Ritenour, i dischi di Alan Parsons, ma anche la stessa Enya, e l’elenco sarebbe lungo… mi sembra piu’ che riduttivo.
    Acci, veramente Acci gli Mp3, Ali-Mortacci dell’Mp3
    Certo Acci alcuni dischi di oggi malamente registrati ultra compressi nei suoni, senza dinamica ne ariosita’ spazialita’ nulla, separazione tra i canali prossima allo Zero, Tutto attufato, si io lo noto certo bisogna ascoltare ad un volume adeguato a una certa distanza dalle casse, non certo quelle cessone dei PC, a me fanno rabbia pure i mini jack delle schede audio, che ci vorrebbe a metere 4 uscite RCA Che pure quelle a loro tempo nascevano per economizzare gli apparecchi consumer figuratevi !!! Decine di anni fa… ma certo le RCA di oggi non sono quelle di ieri, non pretendo le XLR Grosse cosi’ O bilanciate. Pero’………..!!!!!
    Convertitevi…… Convertitevi ai FLAC o meglio APE ovvero ai formati non compressi, anche se la qualita’ tra i due non cambia, cambia solo il fattore di compressione.

    2 Dic 2008, 1:22 pm Rispondi|Quota
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