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eBay dovrà pagare 20mila euro di risarcimento alla Hermes. Un pericoloso precedente, che pone la società d’aste a rischio chiusura!

 
Daniele Semeraro ([email protected])
8 Giugno 2008
28 commenti
Hermes

Ancora problemi per eBay, che per l’ennesima volta si trova a dover pagare una multa per il comportamento scorretto dei propri utenti. Questa volta siamo in Francia: un tribunale d’oltralpe ha infatti obbligato il popolare servizio di aste online a pagare ben 20mila euro di multa alla Hermes, famosa società di prodotti di lusso.

Motivo? eBay avrebbe permesso la vendita, sul suo sito appunto, di tre borse contraffatte. Si tratta di una delle prime volte (e la primissima in Francia) in cui un giudice designa eBay come principale responsabile di una vendita fraudolenta tra due propri utenti. Numerose volte eBay è intervenuta per eliminare dal proprio sito prodotti contraffatti o di cui è vietata la vendita, ma si è sempre battuta per far prevalere il principio che devono essere le diverse aziende produttrici a indicare quali sono i prodotti contraffatti e quali gli originali.


eBay, si legge nella sentenza, è stata condannata per aver fatto da tramite a una “vendita di borse con la griffe Hermes su eBay.fr, avendo fallito a prevenire con le proprie forze la vendita di materiale d’imitazione e contraffatto di aziende francesi“. Nella propria difesa, tra l’altro, la società di aste ha spiegato che il suo programma “VeRO” (Verified Rights Owner) è stato progettato appositamente per rendere semplice la denuncia di abusi daparte delle aziende produttrici a eBay. Ma Hermes, a quanto si apprende, non se ne sarebbe avvalsa, passando direttamente alla denuncia.

La multa, dunque, è stata comminata sia a eBay sia alla donna che aveva messo in vendita la borsa (non sappiamo se qualcuno aveva fatto offerte per l’oggetto, ma comunque non è stato incriminato). Altre azioni legali, in questi mesi, stanno andando avanti nei confronti di eBay da parte di altre aziende francesi: Louis Vuitton, Dior Couture e l’Oreal per un totale di oltre 40 milioni di euro di richiesta danni. Vedremo come andrà a finire. Certo, accusare eBay di favorire la vendita di prodotti contraffatti mi sembra abbastanza esagerato: che ne pensate? A mio avviso, se queste aziende continuassero a vincere tutte le cause, allora eBay presto sarebbe costretta alla chiusura.

Via | The Register
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  • #1wspaces

    chiudere ebay? IMPOSSIBILE….

    8 Giu 2008, 11:16 am Rispondi|Quota
  • #2Leolas

    ma che pezzi di ……!!!!!!!

    se c’è qualcuno che devono venire denunciati, sono gli utenti che vendono oggetti contraffatti e che probabilmente truffano anche la gente, non ebay

    8 Giu 2008, 11:17 am Rispondi|Quota
  • #3Sconosciuto

    A questo punto eBay farebbe prima a chiudere la sezione francese (e bannare tutti gli ip francesi dal network, giusto per essere cattivi)…
    Ma più banalmente posso immaginare che non riescono a fare affari sui loro eStore e quindi cercano di buttare fuori il maggiore, se non l’unico, concorrente.

    8 Giu 2008, 11:50 am Rispondi|Quota
  • #4io&ubuntu

    Bè, c’è un sito che da un po’ denuncia che su eBay girano un sacco di truffe:
    http://www.ebayabuse.it/

    8 Giu 2008, 12:01 pm Rispondi|Quota
  • #5Finalmente

    Ma finalmenteeeee…. era ora!!!
    non so quante volte ho segnalato vendite di dvd tarocchi ma ovviamente ebay non muove un dito dato che prende soldi anche per quegli oggetti…
    una multa del genere gli farà sicuramente il solletico però potrebbe essere l’inizio..

    x Leolas… va denunciato ebay come l’utente che mette in vendita l’oggetto, (come multerei il marocchino che vende i cd sul marciapiedi e il comune che glielo lascia fare… ecceccaszo)

    8 Giu 2008, 12:36 pm Rispondi|Quota
  • #6Elenio

    Ebay viene accusata per il semplice fatto che prende soldi per l’annuncio ma soprattutto prende una commissione sulla vendita

    8 Giu 2008, 1:22 pm Rispondi|Quota
  • #7Alberto

    Finalmente Sono azzi amari di Ebay, sapete perchè? perchè ebay non lavora onestamente ma in mala fede, sapete quanto gliene frega se vendono borse tarocche? tanto ci guadagna 2volte, sia per l’inserzione che per la percentuale di vendita, per non dire di Paypal quando l’acquirente paga…ebay ci guadagna su una compravendita? è giusto che anch lui sia responsabile, e se continua così è pure giusto che chiuda.

    8 Giu 2008, 2:39 pm Rispondi|Quota
  • #8Plainsong

    Figuriamoci se una multa di 20.000 € fa paura ad un colosso miliardario come eBay. Non siamo ridicoli.

    8 Giu 2008, 2:42 pm Rispondi|Quota
  • #9claudio

    20.000 euri ebay li guadagna con un ora,una multa del genere nemmeno si accorge di pagarla,allora zio bill che ha pagato milioni e milioni di euro da un bel pezzo che doveva fallire…

    8 Giu 2008, 6:20 pm Rispondi|Quota
  • #10byzio

    Spero lo chiudano ebay. Fanno un caos la RIAA e simili per il download di musica piratata e non dovrebbero fare la stessa cosa Vuitton e compari per merce taroccata?
    Alla fine quelli che vengono meno tutelati sono gli acquirenti non i venditori.
    Ebay se ne frega di ciò che succede sul suo sito. Aspetta comodamente il guadagno dalle inserzioni senza vigilare su chi è che vende e su cosa si vende. E quante truffe…
    Ebay dovrebbe vigilare maggiormente e non far finta di niente.

    8 Giu 2008, 11:57 pm Rispondi|Quota
  • #11newmediologo

    eBay favorisce qualsiasi tipo di commercio ed è sempre correa in quanto incassa provvigioni sulle vendite.. Il problema per ebay non sono le multe ma quello che ne deriva visto che dopo le multe vengono provvedimenti più seri..

    9 Giu 2008, 9:07 am Rispondi|Quota
  • #12marco

    scusate, ma se vale questo principio, allora Hermes and co. dovrebbero fare causa per esempio anche al comune di Roma, Bologna e Bari ( e tutti gli altri) perchè dei venditori vendono per strada (e quindi sotto la giurisdizione del comune) materiale taroccato.

    9 Giu 2008, 2:36 pm Rispondi|Quota
  • #13ugge

    Per leolas !! Leggi quì capra che nn sei altro! Chi é eBay Italia

    eBay Italia é una multinazionale americana che ha requisito il commercio online italiano.
    Con lo stratagemma di una Sede fantasma e l’iscrizione alla Camera di Commercio di Milano, agisce in tutto e per tutto dall’estero: i suoi dipendenti, i suoi conti, i dati di cinque milioni di utenti italiani, i suoi profitti sono nelle sue Sedi in Lussemburgo, in Svizzera, in Germania, negli Stati Uniti.
    eBay Italia impone ai suoi utenti ed al mercato regole che offendono le Leggi della Repubblica Italiana, lucrando sulle migliaia di truffe che, proprio grazie alle sue regole, si realizzano nel sito http://www.ebay.it e che hanno come vittime i suoi stessi iscritti.
    In appena cinque anni di vita, eBay Italia é diventata il principale collettore di truffe telematiche del Paese e snodo per lo smercio di prodotti contraffatti ed importati illegalmente.

    Sino ad oggi nessuno, malgrado le centinaia di denunce, malgrado un giro d’affari dichiarato di 720 milioni di euro, ha mosso un dito.
    Avrebbero dovuto farlo il Governo, la Magistratura, il Fisco, l’ INPS, la Polizia postale, la Guardia di Finanza , i Carabinieri, la SIAE, la Camera di Commercio, la Stampa, la Televisione.

    Su eBay. it si vendono ed acquistano merci rubate, contraffatte, importate illegalmente, che violano il diritto d’autore.
    Acquistano e vendono utenti minorenni, si usano false identità, false carte di credito, non si paga l’IVA sulla maggior parte delle transazioni; attività commerciali professionali agiscono da anni realizzando profitti considerevoli senza essere registrate alle Camere di Commercio e agli Uffici IVA; si fa propaganda politica nei periodi di divieto, aste segnalate come truffaldine dagli stessi utenti non vengono bloccate, i Responsabili del sito non svolgono alcuna attività di controllo sugli oggetti messi in vendita, le contestazioni degli utenti non ricevono risposta, si proibiscono sistemi di pagamento ufficiali della Repubblica Italiana …

    Bene: vediamo chi é che può permettersi tutto questo.

    Nata come AuctionWeb nel 1995 in California, eBay é approdata in Italia nel 2001 raggiungendo nel 2006 un volume di vendita di 720 milioni di euro e, nel marzo di quest’anno, 5 milioni di utenti registrati, dei quali oltre un milione composto da imprese che traggono il loro reddito esclusivamente o principalmente dalle vendite sul sito.

    In Italia eBay é iscritta come S.R.L. alla Camera di Commercio di Milano dove ha anche delle sedi ma i suoi luoghi giuridici, per quanto riguarda l’Italia, sono all’estero: Svizzera, Germania, Lussemburgo e Stati Uniti.

    La dislocazione extranazionale delle sedi ‘italiane’ di eBay Italia suggerisce parecchi sospetti di ordine fiscale, avvalorati dal contrasto tra la generosità di informazioni aziendali sui tic dei propri dirigenti e l’assoluto riserbo sui dati fiscali, sul fatturato aziendale, sul numero e la collocazione geografica dei dipendenti.

    Non secondaria quest’ultima voce in quanto, a fronte di 5 milioni di utenti registrati, eBay Italia disporrebbe di un numero di addetti tra i 40 ed i 70, Management e funzionari compresi.

    Una sproporzione surreale con 1.800.000 aste giornaliere e 5 milioni di utenti che fanno transitare sul sito oltre 700 milioni di euro all’anno. E con 24 Forum da moderare 24 ore al giorno.

    Molte sono i dubbi, le denunce, le proteste che accompagnano le attività di eBay Italia: promozione dell’evasione fiscale, oggettiva complicità nella vendita di oggetti contraffatti, comportamento monopolistico, concorrenza sleale, abuso di posizione dominante, discriminazioni tra gli utenti, mancato controllo sulla correttezza delle aste, gestione illegale dei dati di registrazione, servizio di Assistenza clienti inadeguato.

    Su eBay Italia transitano ogni giorno molte migliaia di capi di abbigliamento contraffatti, orologi falsi, copie pirata di film e software, fotocopie di libri di successo e manuali tecnici, materiale pornografico, oggetti rubati.

    Le truffe sono all’ordine del giorno e spesso gli autori sono utenti che vantano alta o altissima affidabilità garantita dal sistema di punteggi (feedback) inventato e imposto dalla stessa eBay e oggetto, a sua volta, di esplicito commercio in molte sezioni del sito.

    eBay Italia é stata denunciata dalle maggiori Case produttrici di abbigliamento, cosmetici, calzature, orologi; i Forum del sito sono pieni di proteste di utenti che lamentano il lassismo e l’inettitudine del Management, accusando la Società di chiudere tutti e due gli occhi in nome del profitto.

    Torna all’inizio

    Uno dei primi ostacoli che incontra l’utente che voglia comunicare con eBay é quello di trovarne gli uffici.
    Secondo i dati ufficiali forniti da EBAY ITALIA S.R.L. alla Camera di Commercio di Milano, la Sede legale della Società sarebbe in via Fontana 19 20122 Milano, quella operativa in via dei Giardini 7, telefono 02/389038.

    A Windpress (www.windpress.it/), EBAY ITALIA S.R.L risulta sì a Milano ma in via Filzi 5, telefono 023616001.
    Ma chi si é rivolto a questi indirizzi non ha trovato nessuno (leggi), infatti dal Forum stesso di eBay risulta un trasloco in via Gabba Fratelli 3, sempre a Milano.

    Ma anche questo indirizzo pare non sia giusto, visto che nell’ Accordo con l’utente, eBay raccomanda di rivolgere ogni richiesta in Svizzera a eBay International AG, Helvetiastrasse 15/17 – P.O. Box 133 – 3000 Berna 6.

    A questo indirizzo non ci siamo recati personalmente ma abbiamo inviato una raccomandata elettronica che ha avuto questa risposta (naturalmente in inglese):

    Thank you very much for your interest in eBay International AG.
    Your e-mail has been passed on to the relevant HR Consultant and you will be contacted again shortly.
    We thank you for your patience and understanding.

    Best regards,
    Human Resources
    eBay International AG

    **** This is an automatically generated e-mail – please do not reply *****.

    Traduzione:
    ‘Ti ringraziamo molto per il tuo interesse verso eBay International AG. La tua e-mail é stata passata al Consulente competente che ti contatterà molto presto.
    Ti ringraziamo per la tua pazienza e comprensione.

    Distinti saluti
    Human Resource
    eBay International AG

    *** Questa é una e-mail generata automaticamente, si prega di non rispondere ***

    Quindi anche a Berna, eBay Italia non c’é; o almeno non c’é per gli utenti italiani.
    Il Presidente di Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio, in una denuncia contro eBay presentata all’Antitrust, indica nel paradiso fiscale del Lussemburgo (eBay Europe S.a.r.l., 15 rue Notre Dame, L – 2240) la sede ufficiale italiana dell’Azienda ma, ancora nel Forum citato, un utente bene informato assicura che gli uffici di eBay Italia S.R.L. sono in Germania presso eBay International AG, Assistenza Clienti, Marktplatz 1- 14532 Europarc Dreilinden.

    Un indirizzo certo, però, eBay Italia lo ha fornito a Stefano Rodotà, Garante per la Protezione dei Dati Personali, quando, citata in giudizio, ha dichiarato che i dati personali degli utenti di eBay Italia vengono inviati “negli USA sui server di eBay localizzati negli Stati Uniti d’America presso eBay Inc”, società del Gruppo eBay, con sede in California (leggi). Beh, almeno sono al sicuro.

    Torna all’inizio

    Al vertice della piramide eBay ci sono Pierre Omidyar e Meg Whitman. Omidyar é il Grande Capo e fondatore; programma- tore californiano, aveva già fondato eShop, poi venduta a Microsoft. Nella biografia ufficia- le é indicato come Filantro- po. Meg Whitman é la CEO di eBay. CEO non é una parolac- cia: significa Chief Executive Officer; noi diremmo Amministra-

    tore delegato; quello che comanda tutto e tutti.
    La Whitman é quella che ha fatto diventare eBay il colosso economico che é. Prima di passare a eBay, é stata dirigente commerciale delle maggiori aziende americane, Disney e Procter&Gamble comprese. E’ considerata una delle donne più influenti del mondo.

    In Italia il Direttore generale é Alessandro Coppo; arrivato nell’Azienda nel 2004. Di Casale Monferrato, si é laureato in Economia a Torino ed ha una specializzazione alla Oxford University; eBay ci informa che Alessandro ‘ Colleziona palle di neve (boule de neige) provenienti da tutto il mondo e compra su eBay film “introvabili” (originali, speriamo – ndr).

    Direttore del Marketing é Paola Bonomo, in eBay Italia dal 2005. Laureata alla Bocconi, ha lavorato per importanti aziende internazionali nel settore delle comunicazioni.

    Andrea Polo é il Responsabile della Comunicazione. Uno dei primi assunti di eBay. Cagliaritano, laureato in Scienze della Comunicazione. E’ quello che non risponde alle richieste degli utenti eBay. Forse perché troppo impegnato con la sua collezione di maialini (‘ne ha 980’, assicura la biografia aziendale).

    Invece l’altro Andrea di eBay Italia (Rota, Direttore Auction marketplace) non colleziona niente; un cliente di meno per il suo datore di lavoro. Laureato al Politecnico di Torino, é responsabile delle aste.

    Marilù Capparelli, avvocato, é la Responsabile Affari Legali. Anche di questa signora che dovrebbe essere la nostra interlocutrice principale, eBay fornisce una importante caratteristica: ‘E’ comandante di imbarcazioni da diporto fino a 24 metri senza limiti dalla costa!’

    Paolo Levoni, Responsabile Finance and Strategy, ingegnere torinese, in eBay dal 2002.

    Patrizia Turri é Responsabile del Personale per eBay Italia e Spagna. Laureata alla Cattolica, nata a Varese, é in eBay dal 2005.

    Alberto Genovese, Responsabile eBay Motori, laureato alla Bocconi, é il creatore della sezione Motori di eBay.

    Alle dipendenze di queste otto persone, da qualche parte del mondo agiscono i fantomatici [email protected] che fanno da muro di gomma tra le proteste degli utenti e il Management dell’Azienda.

    Torna all’inizio

    Il guadagno di eBay sugli oggetti messi in vendita é dato dalla tariffa di inserzione proporzionata al prezzo base dell’asta, dalla presenza o meno di immagini ed altre opzioni e da una percentuale sull’oggetto venduto.

    Altri guadagni provengono dall’affitto dei ‘Negozi’ e dai Powerseller (venditori professionali con fatturati mensili che vanno da 1000 a 150.000 euro) ed altri ancora dall’obbligo imposto ai venditori di usare come sistema di pagamento Paypal, una Società per il trasferimento di danaro che fa parte dello stesso Gruppo eBay e che agendo anch’essa in regime di sostanziale monopolio, applica sulle transazioni tariffe particolarmente esose.
    Altri sistemi di pagamento sono banditi dal sito e l’utente che li propone rischia il blocco dell’asta e la sospensione dal sito.

    Paypal é una vera e propria banca per eBay che si trova a disposizione cifre fantastiche gratis: i pagamenti arrivati su Paypal restano solitamente lì per pagare le tariffe delle inserzioni, l’affitto dei Negozi, le percentuali sulle vendite e, sopratutto, perché Paypal si rifiuta (ha cambiato politica lo scorso mese) di trasferirli verso carte prepagate.
    Chi non dispone di un conto corrente é costretto, non potendo ritirare i fondi, ad usare Paypal per i suoi pagamenti online; pagandone le relative tariffe. Una specie di conto corrente obbligatorio.

    Per difendere Paypal, eBay conduce da tempo una vera e propria crociata contro la Carta prepagata delle Poste Italiane, Postepay, vietandone specificamente ed ufficialmente l’uso nelle transazioni sul suo sito, senza che questo abbia suscitato la benché minima reazione da parte delle Autorità giudiziarie italiane, delle Poste, del Ministero delle Finanze, della Banca d’Italia.

    La tesi sostenuta da eBay é che i pagamenti tramite Postepay non sarebbero documentabili e quindi, in caso di contestazione, ci si troverebbe privi di una ricevuta di pagamento.
    Ma questo é falso: le normative antiriciclaggio italiane vietano movimentazioni di denaro anonimi e, all’atto della ricarica le Poste verificano l’identità del pagante al quale rilascia una ricevuta con i dati del versamento e del destinatario, inviando successivamente un regolare estratto conto.
    Va detto che, prima che il sistema Paypal divenisse obbligatorio (novembre 2006), la Carta Postepay era larghissimamente diffusa su eBay, come del resto lo é nel Paese.

    Torna all’inizio

    Tra la registrazione e la prima vendita/acquisto fatta sul portale, l’utente fornisce ad eBay nome, cognome, data di nascita, sesso, residenza, domicilio, numeri telefonici fissi e mobili, fax, indirizzo e-mail, codice fiscale, partita IVA, numero della carta di credito, del conto corrente, reddito familiare, nome del datore di lavoro, titolo di studio, hobby.

    Oltre questi dati, la Società conserva i feedback ricevuti e inviati, le preferenze dell’utente ricavate dai suoi acquisti/vendite, i suoi orari di connessione, il suo fornitore telefonico.

    La legge consente che vengano acquisiti questi dati previo consenso dell’interessato (consenso che l’utente dà, spesso inconsapevolmente, al momento della registrazione sul portale) ed a patto che venga indicato un Responsabile del trattamento dei dati.

    Che, si potrebbe pensare al momento della registrazione, é la Società con la quale si sottoscrive il contratto, cioè eBay Italia S.R.L.
    Invece no, perché nell’Accordo con l’utente é specificato che il Responsabile di questi dati é eBay International AG, con sede legale in Helvetiastrasse 15/17, P.O. Box 133, Berna 6, Svizzera per il trattamento connesso all’erogazione dei servizi e co-Responsabile per i trattamenti connessi con i pagamenti eBay Europe S.a.r.l. con sede in Rue Notre Dame, 15, L-2240 Lussemburgo.

    Ma, poiché la legge italiana prescrive che, nel caso i dati siano trattenuti in un paese extracomunitario, il Responsabile dovrà avere un Rappresentante in Italia ed ecco che compare in questa veste eBay Italia S.R.L per conto della svizzera eBay International AG.

    Al primo clic su eBay, i nostri dati sono finiti già in tre Paesi europei. Ma non finisce qui, perché i nostri dati vengono comunicati anche ai dipendenti dell’Assistenza Clienti, a quelli del Regolamento Sicurezza, ai partecipanti al Programma di verifica del diritto di proprietà, alle altre Società del Gruppo eBay (Paypal, Skype, Kijii), agli utenti della Community eBay; a banche e istituti di credito, centrali rischi private, consulenti e studi professionali che lavorano per eBay, consulenti legali, contabili, fiscali e, per il contenzioso con gli utenti, alla milanese Intrum Justitia S.p.A.

    Da un punto di vista giuridico, tutto questo é legale e più o meno conforme a quanto stabilito dalla Legge n. 675 del 31 dicembre 1996 e del d.lg. 28 dicembre 2001, n. 467 sul trattamento dei dati personali. Ma obiezioni si possono avanzare per almeno tre motivi.

    Il primo é che le caratteristiche di cui sopra non sono scritte nell’Accordo con l’utente ma in un documento separato che non é detto tutti vadano a leggere, che nel titolo non richiama l’Accordo (ad esempio: appendice, clausola aggiunta o simili) e non si capisce la necessità di separare dal documento principale una parte di tale importanza.

    Le altre due potrebbero essere (verificheremo) infrazioni al Comma 2. dell’Articolo 28 della Legge 675 che impone l’obbligo di notificare al Garante della privacy il trasferimento dei dati all’estero, indicandone l’esatta destinazione.

    Al momento non risulta che eBay sia stata autorizzata a trasferire i dati anche a Berlino, mentre in un Forum del portale, il Moderatore ([email protected]) scrive:
    ‘Ciao a tutti, vorri informare gli utenti che chi lavora a Berlino per controllare le iscrizioni degli utenti o per amministrare i forum, lo fa per lavoro e non per divertimento.
    Ogni … Grazie Matteo ‘.

    E tanto meno negli Stati Uniti, ma eBay comunica ufficialmente che i dati degli utenti sono gestiti da ‘eBay Inc., con sede in 2145 Hamilton Avenue, San Jose, California (USA), dove è situato il server che consente di accedere ai servizi della Community eBay’.

    11 Giu 2008, 1:29 am Rispondi|Quota
  • #14James

    ma lo capite che nn é ebay a fare truffa ma sono quelli che vendono su ebay ? che minchia ne può ebay che tra l’altro é comodo per comperare cose da ttt il mondo 😀

    5 Lug 2008, 11:07 pm Rispondi|Quota
  • #15Marco

    Non se ne po’ piu di questi ladri!!! Rubano da tutte le parti..intrighi e sollazzi..tariffe MOSTRUOSE, società di pagamenti fatte in cassa (Paypal ).
    Ma vi sembra giusto che il nostro governo non debba tutelarci da questi ladri ? Mandiamoli a casa tutti.. e poi dimenticavo :

    Dal 9 Settembre 2009 ci sarà un AUMENTO DI TUTTE LE TARIFFE EBAY! Evvaiiiiiiiiii .. a chi è affidato il ruolo degli stupidi e ignoranti (che ignorano) ?

    A noi ITALIANI!!

    Mettiamo su una petizione anti-ebay!!! Facciamolo chiudere a questo colosso mafioso!!

    3 Ago 2009, 12:05 pm Rispondi|Quota
  • #16Pippo

    Vorrei segnalare una cosa interessante, dove sta la verità?
    http://controebayabuse.blogspot.com/2009_07_01_archive.html

    25 Ago 2009, 11:23 am Rispondi|Quota
  • #17Fabio

    @ wspaces:
    Ma magari lo chiudessero quella merda di sito

    3 Ott 2009, 4:09 pm Rispondi|Quota
  • #18Josephthins

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