Geekissimo

Ubuntu parla anche l’italiano con OpenGEU

 
Davide Falanga
13 settembre 2008
19 commenti

Prendete Ubuntu, con la sua semplicità e robustezza, aggiungeteci la leggerezza e la funzionalità di Enlightenment, spruzzateci un tocco di GNOME, e fate mescolare il tutto da un artista italiano: cosa ne verrà fuori? Semplice, OpenGEU!

OpenGEU, infatti, è una distribuzione Linux di origini italiane basata sulla celebre distribuzione sudafricana, che unisce la potenza e la flessibilità di GNOME alla leggerezza di E17. Precedentemente nota come Geubuntu, è nata da un’idea di Luca D.M., conosciuto anche come TheDarkMaster, ed è adatta ad un utilizzo in ambito desktop, ma si presta bene anche su laptop o virtual machine.


I suoi principali punti di forza provengono dall’indubbia leggerezza, grazie al gestore di finestre già citato, E17, che assicura ottimi effetti grafici 2D, ed il parco software molto ricco di applicazioni. Il progetto è ospitato sui server di IntilLinux, che da tempo offre servizi gratuiti per progetti Open Source made in Italy.

L’ultima release disponibile di OpenGEU, annunciata proprio pochi giorni fà, è la 8.04.1, dal nome in codice LunaCrescente. Introduce numerosi miglioramenti, ed è scaricabile gratuitamente dai server ufficiali in formato ISO.

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  • #1pincopallino89

    è sempre e cmq un sistema bello e pronto… e in questo windows è imbattibile…

    13 Set 2008, 1:52 pm Rispondi|Quota
  • #2Gabriel

    @ pincopallino89:

    ma si parla di Linux e arrivi a dire che WINDOWS è imbattibile? comunque a me come distro non mi piace … mi trovo un po’ spaesato ad usarla!!!sarà che sono troppo abituato a kde 😀

    13 Set 2008, 2:20 pm Rispondi|Quota
  • #3Roby

    A me piace 🙂 Ma rispetto a maryan linux cosa cambia?

    13 Set 2008, 2:38 pm Rispondi|Quota
  • #4

    @pico

    tu dici che Win è pronto per l’uso??? Mi spaventi! Devi installarci prima tutti i driver (video, audio, madre, processore, periferiche…etc), poi devi installarci office, photoshop, programmi di virtualizzazione, antivirus ed ogni sorta di anti* e dopo una giornata di installazioni hai un sistema pronto per l’uso (forse). Ubuntu la installi con 7 click o con wubi in 4 click e non hai bisogno di driver (hai quasi tutte le periferiche pronte all’uso out of the box). ogni sorta di applicazione la trovi di default (openoffice, firefox, pidgin, amarok, masterizzatore brasero, gimp, fspot per le foto, sane per l’ocr). Non ti manca niente per l’uso quotidiano! Per impostare gli effetti grafici ci vogliono 2 click!

    13 Set 2008, 2:56 pm Rispondi|Quota
  • #5andrea9002

    OT

    Che sfondo per il desktop strepitoso!

    Dov’è che si può trovare?

    Grazie

    13 Set 2008, 3:09 pm Rispondi|Quota
  • #6Gabriel

    intendevo dire che mi piace (diamine come fa a non piacere) ma mi trovo spaesato … ogni distro (o quasi) mi piace 🙂

    13 Set 2008, 3:23 pm Rispondi|Quota
  • Evviva un’altra Distro di Linux, ce n’erano giusto poche…

    Cmq ho provato i vari Desktop Environment e devo dire che il mio preferito rimane sempre KDE (Kubuntu forever!) 😉

    13 Set 2008, 3:24 pm Rispondi|Quota
  • #8Gabriel

    @ [email protected]:

    mah Kubuntu non significa Kde …kubuntu è una distro facile che ha come desktop environment KDE ma non è la distro di kde … kde c’è anche su FreeBSD o PCBSD se non sbaglio …e poi ogni distro porta una piccola ventata di novità …anche un nuovo tema fa sviluppare GNU/Linux … le distro sono tante ma è anche vero che sono compatibili tra loro (quasi sempre) …tutto dipende dal gestore dal gestore di programmi poi se non si può installare un rpm su ubuntu

    13 Set 2008, 3:38 pm Rispondi|Quota
  • #9Gabriel

    poi anche se una distro fosse molto diversa dalle altre per installare basterebbe comunque scompattare il tar e fare:
    ./configure
    make
    su (o sudo) make install

    linux sta migliorando sempre di più anche grazie a queste distro …e poi ogni distro è adatta ad un certo tipo di utenti

    13 Set 2008, 3:41 pm Rispondi|Quota
  • #10Nemo

    Uhm… forse tutte queste distribuzioni (troppe, secondo me) non fanno altro che disorientare chi si avvicina per la prima volta a GNU/Linux.
    Anzi, onestamente, inducono in tentazione anche chi è legato a una ‘distro’ ormai da tantissimi anni 🙂

    13 Set 2008, 5:25 pm Rispondi|Quota
  • #11Gabriel

    si ma sono tutte derivate le distro …non cambia il gestore di pacchetti di una derivata (ubuntu è compatibile con debian) … quindi sono tutte compatibili e possono essere “plasmate” secondo le volontà e le necessità dell’utente!!! so che è un brutto paragone, ma è come windows xp SP1, SP2 e SP3…piccole modifiche che portano al miglioramento di un sistema

    13 Set 2008, 9:05 pm Rispondi|Quota
  • #12Nemo

    @ Gabriel:
    E’ compatibile il gestore di pacchetti, ma non i pacchetti stessi.
    Quindi, se un’applicazione viene resa disponibile per Ubuntu, in generale non può essere usata con Debian, visto che si incapperebbe in problemi con dipendenze non risolte.
    Ed è un vero peccato, specialmente per lo ‘spreco’ di risorse umane, impegnate in microprogetti (‘micro’ per numero di installazioni, intendo) tutti diversi tra loro…

    13 Set 2008, 9:52 pm Rispondi|Quota
  • #13Gabriel

    si ma io parlo anche dei tarball …spesso poi quando scarichi un deb il download è dedicato a Ubuntu/Debian

    13 Set 2008, 9:55 pm Rispondi|Quota
  • #14Nemo

    @ Gabriel:
    Sono d’accordo sulla questione ‘tarball’.
    Ma il punto di forza delle varie distribuzioni sta proprio (a mio parere) nel package manager.
    Dover installare un’applicazione tramite tarball, senza avere un minimo controllo sulle dipendenze o su una eventuale disinstallazione (mi è capitato che non ci fosse questa possibilità), non è proprio il massimo.
    A meno che, per scelta, non si faccia ricorso a una Slackware.
    Ma lì mi sa che è per veri puristi, o per chi sa esattamente dove mettere le mani per non rendere il sistema instabile.
    Beh, sto andando un po’ OT 🙂

    13 Set 2008, 10:19 pm Rispondi|Quota
  • #15Davide Falanga

    Nemo dice:

    Uhm… forse tutte queste distribuzioni (troppe, secondo me) non fanno altro che disorientare chi si avvicina per la prima volta a GNU/Linux.
    Anzi, onestamente, inducono in tentazione anche chi è legato a una ‘distro’ ormai da tantissimi anni

    Beh, è sempre questione di pareri. L’utente che si avvicina per la prima volta a Linux nel 90% (o anche più) dei casi va su Ubuntu, Mandriva, Fedora o OpenSUSE, al massimo un altro paio. Tutte le distribuzioni minori, a mio modo di vedere, sono utili soprattutto a chi ha maggiore confidenza con Linux e ha voglia di provare qualcosa di “nuovo”, cercando la combinazione giusta che faccia al suo caso. Ovviamente, come detto, son pareri personali 🙂

    13 Set 2008, 10:38 pm Rispondi|Quota
  • #16Gabriel

    infatti …all’inizio anche io ho usato Kubuntu (che poi ho mollato perché instabile) … tutti all’inizio puntano su distro facili e comuni … e una volta che ci hai preso la mano è semplice usare una qualsiasi distro…comunque la mia idea è che invece di creare distro derivate da red hat e gentoo si usasse la solida base debian …ubuntu anche se ottima mi sembra ancora in fase embrionale perché è molto instabile.Purtroppo i tar non sono il massimo … unificando le basi (ma le distro o fork potrebbero essere anche 500 mila volendo) si otterrebbe uno sviluppo più veloce e un facilità d’uso impressionante …

    13 Set 2008, 10:49 pm Rispondi|Quota
  • #17Nemo

    Io non ho mai usato Gentoo, quindi non saprei dire se sia solida o meno.
    Certo, l’idea di compilare ogni singolo pacchetto non è che mi ispiri molto.
    Sulla attuale solidità di Red Hat, non saprei nemmeno.
    Uso ormai Debian da parecchio tempo e, sebbene meno user friendly (almeno le versioni di parecchio tempo fa, adesso è migliorata tantissimo), la preferisco per la leggerezza dell’installazione e la filosofia che ne è alla base.
    Certo, il passaggio da una major release alla successiva è traumatico: devi seguire l’apposito howto, disinstallando mezza distribuzione secondo un ordine ben preciso per poi passare all’installazione dei vari pacchetti per ottenere… un sistema che a volte è tutto da riconfigurare!
    Alla faccia della gestione delle dipendenze 🙂
    Penso che la differenza tra una distribuzione e l’altra, a parte la scelta dei pacchetti aggiornati all’ultimissima versione (che porta a problemi di sicurezza e stabilità), sia la gestione degli aggiornamenti di sicurezza e una costanza nello sviluppo del software.

    14 Set 2008, 10:09 am Rispondi|Quota
  • #18TheDarkMaster

    @03 Roby:
    Non lo so perchè Maryan è nata da un tipo che stava in Linux Mint e voleva fare la E17 edition di Mint. Lo cacciarono perchè si prese queste libertà senza chiedere il permesso a quello di Linux Mint. Quindi si avvicinò a me ed a OpenGEU. Ora, alla fine nn so perchè ha deciso di farsi la sua distro che si chiama Marya, uscita dopo la mia OpenGEU. In pratica, Maryan nn si basa su Ubuntu ma su Debian e comunque prende il nostro lavoro e lo applica bello e buono nella sua distro. La cosa un po’ mi scoccia perchè nn aggiungono nulla di nuovo ad OpenGEU, han solo messo un altro logo e sviluppato il tutto su Debian.. 🙁

    E comunque nn sviluppano niente, prendono i tool che svilupiamo noi e li hackano per cambiargli il nome 🙁
    Per la cronaca, fra l’altro, Maryan è per forza di cose sempre molti passi indietro rispetto a noi. Noi abbiamo il gestore temi geutheme, il modulo extramenu, etray, gadman, trash bin e tutto il resto che ci siam fatti da soli? Loro devono aspettare si sistemare il tutto anche nella loro distro e poi possono uscire… ecco la differenza. Una è l’originale 😉

    Per gli altri, E17 non deve piacere, può piacere, chiaro che se sei abituato a cose moooolto alla Windows, tipo KDE, allora il primo approccio è sconfortante forse. Ma con qualunque cosa, se compri un’auto nuova dopo anni che ne avevi una vecchia… ci siamo capiti, no? 😉 (nn intendo che KDE è vecchio, secondo me al momento con il 4 è più promettente di E17 stesso! Era sol un esempio 😉 )

    Inoltre, Ubuntu ha delle versioni dedicate ad ogni DE famoso o quasi: xubuntu, kubuntu, ubuntu. Xfce, KDE, Gnome. Io semplciemente ho fatto la versione E17. Che visto che nn è un DE ma un Desktop Shell, richiede integrazione con gnome ed altri tool gtk, etk o quel cavolo che si vuole, ma da solo nn completo. Tutto qua. Spero che un giorno venga riconosciuta come ufficiale da Ubuntu. Questo è il mio scopo, fin dall’inizio OpenGEU mirava ad essere (e si chaimava geubuntu) una delle derivate ufficiali Ubuntu. Quindi nn consideratela solo “un’altra distribuzione” 🙂

    Non per fare lo sborone ma provate a confrontarla con qualunque altra distro E17 in giro. Avrà anche qualche bug perchè è sempre basata su E17 che purtroppo è sperimentale… ma almeno noi ce la mettiamo tutta a rendere Enlightenment utilizzabile da chiunque e creiamo nostri software, roba sviluppata apposta allo scopo! Guardate che la maggior parte delle derivate inutili, come Ubutnu Satanic Edition o Ultimate Ubuntu nn aggiungono nulla ad Ubuntu se non software presenti nelle repos… Il nostro caso insomma è molto diverso 🙂

    15 Set 2008, 11:59 am Rispondi|Quota
  • #19Roby

    E l’italianità del progetto non può che far piacere! Si può installare senza cd?Cioè, copiando l’immagine iso su una partizione e facendo partire il setup da lilo? (Con slack & co. si può)

    15 Set 2008, 6:49 pm Rispondi|Quota