Geekissimo

Twitter sarà la nuova chat di una volta?

 
Fulvio Minichini
24 Giugno 2009
1 commento

six-degree

In tutto il parlare che facciamo di Twitter si capisce che ancora non è chiara la sua funzione e la chiave del suo successo sul web. Twitter è sempre visto come un elogio al minimalismo, liberato di ogni altra funzione tutto quello che vi permette di fare è aggiornare uno status update per un massimo di 140 caratteri. Ma è davvero così semplice?

Il fatto che circa 17 milioni di utenti abbiano deciso di frequentare questo social network lascia pensare che ci sia qualcosa di più che aggiornare uno status update, soprattutto considerando che un’attività del genere preferireste farla in un luogo, come Facebook, dove i vostri amici sicuramente lo leggeranno. Ma allora perché tutti si ostinano ad aggiornare il proprio account su Twitter?

Per rispondere a questa domanda proviamo a dare uno sguardo allo stream comune e vediamo di cosa sono composti questi misteriosi status update. Innanzitutto abbiamo i buzz, tweet che rimbalzano, spesso in automatico, titoli e link ad articoli in giro per il web; quindi gli status update nel senso classico della parola, che descrivono cosa sta facendo l’utente, dove si trova, lo stato d’animo etc. Queste due tipologie di tweets potremmo definirle di massa essendo dirette a tutti i followers dei twitters in questione. Il modo in cui un tweet si diffonde oltre i followers di chi lo ha postato per primo è il ReTweet, niente altro che una sintassi comunemente riconosciuta che compone lo status update in questo modo: RT “+” tweet che si vuole replicare. In questo modo un’informazione salta da un gruppo all’altro di followers estendendosi attraverso la rete di Twitter.

Altra tipologia di tweet, meno evidente al primo impatto con questa piattaforma, è quella determinata dalle @replies. Si tratta sempre di una sintassi di Twitter, con la quale un qualunque utente, inserendo all’interno del tweet @username si assicurerà che l’utente citato dopo la chiocciola sarà avvisato del tweet che lo menziona. Il tweet va comunque nello stream pubblico, ma questa sintassi si utilizza, fra le varie cose, per portare avanti conversazioni fra gli utenti. Per i giovanissimi questo potrà sembrare incomprensibile, perché si dovrebbe chattare con qualcuno e rendere la conversazione pubblica? I vari client di IM ci hanno abituato a conversazioni prevalentemente one to one o dove i partecipanti alla conversazione sono tutti esplicitamente invitati.


Ma i veterani della rete ricorderanno che all’inizio le chat non erano così, la stessa netequette era diversa. Ai tempi di IRC le conversazioni avvenivano in stanze, aree del protocollo in cui gli utenti si radunavano e chattavano, spesso non dello stesso argomento e non tutti fra di loro contemporaneamente. Ricorderete che inviare un messaggio privato a qualcuno era un atto che presupponeva una certa confidenza e chi tentasse di conversare principalmente attraverso messaggi privati con “nuovi utenti” veniva considerato uno spammer e spesso bannato. Esattamente come se fosse seduti con un amico ad un cafè, i clienti seduti al tavolo vicino al vostro possono sentire la vostra conversazione e se non sono troppo timidi o abbastanza discreti, intervenire ed interagire con voi, altra questioone se uno di loro si avvicinasse chiedendovi di parlare in privato.
Twitter sta riportando in auge questo modo di fare. Attraverso le @replies vanno avanti le conversazioni, ma stavolta anziché essere chiuse in una stanza sono aperte a chiunque voglia intervenire. Anche se può sembrare caotico ed impossibile portare avanti una conversazione dove chiunque, conosciuto o meno, può dire la sua, il risultato è sempre apprezzabile.

Ogni volta che tweettate quel messaggio sarà visibile sulla homepage dei vostri followers, che come abbiamo detto possono retweettare, citare il vostro tweet o ignorare quel tweet. Stessa cosa accade per le @replies, compariranno sì sulla homepage dei vostri followers, ma verranno messe in risalto nella sezione dedicata dell’utente citato. Quello che accade nel momento in cui l’utente che avete mezionato risponde al vostro tweet è che adesso anche i suoi followers riceveranno questo update e a loro volta potranno partecipare alla conversazione estendendo il numero di utenti a cui quell’informazione sarà notificata. Le pareti della stanza di IRC quindi vengono sostituite dai gradi di separazione.

Ma cosa succede quando i partecipanti ad una conversazione diventano tali da saturare i 140 caratteri a disposizione? La intassi @username viene infatti è conteggiata ai fini dei 140 caratteri, di conseguenza se una conversazione si estende fino a coinvolgere più utenti i caratteri a disposizione dopo aver scritto tutte le @replies saranno troppo pochi anche per il più ermetico dei twitters. A questo punto subentra un’altra semplice regola sintattica. Inserendo all’interno dei vostri tweets #parolachiave legherete questi ultimi ad una determinata parola chiave. I tweets che includeranno la stessa parola chiave saranno aggregati da questo elemento comune ed andranno a formare un topic. Ma facciamo un esempio.

Marco tweetta a Fabio: @fabio Oggi il tempo è orribile. Come abbiamo visto questo messaggio verrà visualizzato da tutti i followers di Marco e da Fabio. Fabio risponde a Marco: @marco da me non è così male. Ora anche i followers di Fabio sono coinvolti nella conversazione attraverso il tweet di Fabio. Intanto un followers di Marco, Giovanni, si introduce: @marco @fabio piove anche da me, mentre un followers di fabio, Francesco, scrive @marco @fabio io ancora non apro la finestra. Marco risponde: @fabio @giovanni e tira un vento da film del terrore. Fabio a sua volta: @marco @francesco @giovanni non disperate in settimana dovrebbe migliorare.
A questo punto sempre più followers vedono la conversazione e decidono di partecipare rendendo impossibile coivolgere tutti tramite le @replies. Marco quindi imposta il topic: #vogliadestate @fabio @giovanni @francesco sogno una spiaggia caraibica con una connessione 3G. Da questo momento in poi tutti coloro che vorranno partecipare alla conversazione comune anziché scrivere @qualcuno scriveranno di #vogliadestate, permettendo al sistema di aggregare i tweets con questa parola chiave, creando così un topic, o come si chiamava una volta, una stanza.

Di dinamiche e potenzialità di Twitter da scoprire e svelare ce ne sono ancora e nessun può pretendere di esserne un esperto. I vostri commenti e le vostre considerazioni a riguardo sono preziosi, ma magari potremmo parlarne su Twitter. Se la cosa vi incuriosisce parliamone su Twitter, nei vostri tweet realitvi a questo post inserite il topic e il riferimento: #geekissimotwit RE http://bit.ly/17wbyA.

Categorie: Internet, twitter
Tags: @replies,  chat,  twitter, 
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Commento

  • #1murray

    davvero, bell’ articolo!

    cmq speriamo che twitter non diventi mai come irq dei tempi andati, sarebbe una compilation di: “ho bucato quella stanza” “ti formatto il pc da casa mia” e minacce e cazzate bimbominkiesi varie. 😉

    24 Giu 2009, 10:03 pm Rispondi|Quota
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