Geekissimo

Geekux, edizione numero 1

 
Paolo De Michele ( k3asd )
3 Agosto 2009
4 commenti

geekux

Chi l’avrebbe mai detto. E’ già passato un mese e mi ritrovo a scrivere il primo post per la rubrica dedicata al mondo gnu/linux. Come accennato nella precedente presentazione spero che sia una crescita comune e soprattutto costruttiva atta a migliorarsi con un serie di scambi intelletuali, giusti e sinceri. Qui di sotto verranno mostrate le news, gli aggiornamenti, illustrati tutorial e indicati i progetti più interessanti in via di sviluppo.

Iniziamo:

News e Aggiornamenti:

  • Hyper-V: sicuramente la notizia che Microsoft abbia rilasciato circa 20.000 righe di codice sulla licenza GPL v2 alla comunità Open Source, dei Synthetic driver di Hyper-V per Linux, significa che potenzialmente potremmo avere a breve una inclusione nel Kernel tree di Linux. Di conseguenza significa poter disporre di ottime performance nella virtualizzazione su Hyper-V di qualunque Kernel Linux includa quei driver, sfruttando l’enlightened mode e non più l’emulazione. Sicuramente a nostro parere un grosso passo avanti anche se c’è da dire che Microsoft l’ha fatto più per interessi suoi sapendo appunto di aver violato la GPL. Maggiori notizie possiamo trovarle qui.

  • Altra news e aggiornamento degna di nota sono il dialogo che stanno cercando di avere Richard Stallman e Pirate Party. Cosa voglio dire. Voglio dire che le passate elezioni europee hanno visto, con sorpresa di molti, l’affermazione in Svezia del Piratpartiet (Pirate Party). Questo movimento nato con l’obiettivo di ridurre lo strapotere delle major, intende rendere illegali le tecnologie di DRM (Digital Rights Management), legalizzare lo scambio di materiale (in maniera non-commerciale) sulle reti P2P e forzare la migrazione nel pubblico dominio di qualsiasi contenuto.

    Ed è qui che interviene Richard Stallman con l’esigenza di esporre i rapporti tra il piratesco partito e la licenze libere (in particolare la GPL). Com’era lecito aspettarsi RMS si trova tendenzialmente d’accordo con le proposte del Piratpartiet, soprattutto quella di vietare l’utilizzo di tecnologie DRM (che lui continua a chiamare Digital Restrictions Management).

    Le critiche benchè costruttive, riguardano invece la migrazione dei contenuti nel pubblico dominio: secondo RMS questo obbligo sarebbe infatti controproducente per il software libero dato che le aziende che sviluppano codice proprietario potrebbero includere codice libero senza la necessità di pubblicare le modifiche. Agli sviluppatori liberi rimarrebbe invece il solo accesso ai binari dei programmi closed source, non essendoci obblighi di pubblicazione dei sorgenti.

    Voi come la pensate? Trovate necessaria una modifica così profonda alle leggi che regolano il copyright? Per maggiori approfondimenti potete visualizzare il contenuto tramite questo questo indirizzo.

  • Ed infine, un’altra novità che riteniamo importante è la nascita di un nuovo giornale dedicato agli aspetti legali del movimento open source: International Free and Open Source Software Law Review.

    IFOSSLR è una rivista nel cui comitato di redazione sono presenti membri del European Legal Network, un gruppo di esperti legali fondato dalla Free Software Foundation Europe nel 2007.
    Nel corso degli anni sono stati svariati i punti di vista e le diattribe atte a capire le forme delle varie licenze. Questo giornale vuole portare risposte chiare, trasparenti e precise per chi lavora in questo ambito. La rivista è consultabile tramite questo indirizzo, in maniera gratuita nelle versioni html e pdf.

Tutorial: installazione e configurazione di OpenSSH implementando una chat da terminale con l’uso del software IRSSI.


A chi di voi non è mai capitato di dover accedere in remoto al proprio computer e di dover sentire un amico tramite chat non avendo la possibilità di collegarsi in maniera grafica alla propria console?
Sembrerà una banalità, forse una frase troppo complessa, però è quello che la gente cerca: sicurezza e facilità di utilizzo allo stesso tempo.
Oggi vedremo come configurare un tunnel ssh tramite openssh, e tramite terminale remoto accedere con irssi ad un nostro server preferito.

Gli step successivi sono i seguenti:

  • installare openssh da repository oppure dal sito produttore tramite il link http://openssh.org/;
  • questa configurazione è stata effettuata tramite distribuzione Archlinux. I file da editare e modificare si trovano comunque nella directory /etc/ssh/;
  • il file in questione è sshd_config, quindi secondo il nostro editor preferito ( nano, vi, gedit o quello che usate secondo quello che avete installato) andiamo ad aprirlo;

I parametri da modificare sono i seguenti:

Port 22
Protocol 2
SyslogFacility AUTH
LogLevel INFO
PasswordAuthentication yes
X11Forwarding yes
X11UseLocalhost yes
Subsystem sftp /usr/lib/openssh/sftp-server

N.B.: con il simbolo cancelletto ( # ) disabilitermo la funzione, i parametri sopra riportati andranno pertanto tutti senza tale simbolo.

  • Salviamo la configurazione;
  • Ora altro file da modificare ssh_config che risiede sempre in /etc/ssh/.

Vediamo i parametri:

ForwardX11 yes
Port 22
Protocol 2,1
SendEnv LANG LC_*
HashKnownHosts yes
GSSAPIAuthentication yes
GSSAPIDelegateCredentials no

Vale quanto detto prima, quindi modifichiamo esattamente i parametri sopra indicati facendo sempre attenzione al simbolo cancelletto ( #)

  • Ora non ci resta che avviare il demone, secondo il mio caso /etd/rc.d/sshd start mentre per altre distribuzioni linux famose, tipo Debian ed Ubuntu, sarà necessario avviarlo tramite /etc/init.d/sshd start. E’ possibile inoltre stoppare e riavviare il demone tramite sempre l’apposito comando /etc/rc.d/sshd stop o restart;

sshd restart

La stringa base per connettersi è:

ssh [email protected] altrimenti ssh indirizzo ip -l username

Oppure se siamo su una macchina Windows possiamo utilizzare il programma Putty ed inserire semplicemente il nostro indirizzo IP. La porta in ascolto sulle impostazioni predefinite è la 22.

putty

N.B.: Dovete avere cura di aprire la porta in TCP sull’indirizzo IP della vostra LAN sul router altrimenti voi stessi dall’esterno, qualora vogliate collegarvi in remoto alla vostra macchina, non ci riuscirete in quanto vincolati da tale impostazione.

Per verificare i log il comando sarà cat /var/log/auth.log | grep ssh anche se consiglio vivamente di aprire tale file tramite un editor di testo in quanto il comando cat fornirà semplicemente la visualizzazione del file richiesto.
Ora che il demone sshd è stato avviato con successo dobbiamo eseguire irssi, il nostro programma di chat tramite terminale.
Se è già installato ci basterà digitare irssi per avviarlo altrimenti, per quanto riguarda il mio caso, su Archlinux si dovra digitare pacman –S irssi, per Debian o Ubuntu apt-get install irssi. Una volta avviato, colleghiamoci al nostro server preferito ( nel mio caso /server irc.freenode.org ) e avremo una schermata del genere:

irssi

I comandi sono praticamente identici alla classica chat in stile IRC tranne che, essendo appunto tramite terminale, i pulsanti per passare da un canale all’altro li otterremo tramite la combinazione di tasti Alt + N ( dove N sta per un numero che va da 1 a 9 – es.: Alt + 1 ).

Una lista sui comandi base è qui sotto riportata:

  • Il comando per la connessione ad un comune server è /server nomeserver porta ( es.: /server irc.freenode.org – solitamente la porta va dalla 6667 – 6669. Se poi volessimo collegarci tramite SSL dovremo utilizzare la 9999 );
  • per settare il nick: /nick k3asd ( eventualmente impostare la relativa password per identificarsi );
  • per joinare: /j #nomechan;
  • per query: /query nick;
  • Visualizzare canali disponibili: /list

Il peccato è che irssi attualmente non supporta il protocollo IPv6 altrimenti ci saremmo potuti collegare in maniera più sicura al nostro server preferito.

N.B.: per chi volesse scaricare il tutorial in formato pdf per poi scrutinarlo offline può cliccare qui.

Progetti:

Riepilogo mese Luglio: nel mese precedente abbiamo parlato di due progetti interessanti, EMC Elettronica e Hymera.

EMC Elettronica, come appurato in precedenza, è un blog dedicato interamente all’elettronica. EMCE tratta l’elettronica sotto forma di open source, hardware e software, programmazione embedded, elettronica digitale ed analogica ma, la caratteristica che lo contraddistingue, è l’hardware open source. Non sono tanto i progetti che nascono, i microcontrollori tecnologicamente avanzati, gli schemi elettrici, la stessa ingegneria elettronica che non ci abbandona, quello che è il punto cardine, nonostante le precedenti situazioni siano già affermate e studiate, ribadisco, è l’hardware open source.

L’altro progetto Hymera, è una distribuzione linux completamente italiana. Il nostro consiglio, sempre che siate curiosi, è quello di testarla per un periodo prolungato e darci un riscontro quanto più critico possibile anche se in effetti non è semplice utilizzare una distribuzione ove magari non sono supportati driver e quant’altro. Non appunto i commenti si sono fatti sentire.

Oggi vedremo un nuovo progetto basato su una distribuzione gnu/linux. Gli sviluppatori di Debian hanno ben pensato di avviare la Debian Easy LXDE. Si tratta di una “ Debian Pure Blends ”, cioè di una distribuzione derivata da quella stabile e pensata per uno specifico scopo. Cosa ha di diverso Debian Easy LXDE dalle altre Pure Blends? Questa derivata di Debian si propone un ambizioso obiettivo, quello di creare una distribuzione per utenti non Linux. Cosa significa? Linux non può essere solo un sistema operativo per coloro che lo utilizzano quotidianamente, che sviluppano codice, per chi lo amministra o per chi ci smanetta. Gli sviluppatori appunto, vogliono capire come far fare al pinguino “il salto di specie”. Cioè renderlo utilizzabile ( anche se in realtà lo è già ndr ) a coloro che utilizzano Microsoft Windows e non vogliono distaccarsene.

Questi sono i punti che sono stati intrapresi al DebianConf09 di Cáceres (Spagna):

  • semplificare l’installazione ponendo il focus sul cosa installare e non sulla configurazione;
  • facilità di utilizzo;
  • impostare il sistema in modo che risulti “familiare” e non “ostile”;
  • stabilità e buone prestazioni;
  • offrire una ampia gamma di pacchetti installabili, anche ricorrendo ai backports.

Una cosa è certa. Debian sicuramente non va controcorrente ma eserciterà una classica competizione. Ed è proprio questa sana competizione che non può che migliorare lo stato attuale di Gnu/Linux. D’altra parte se Debian migliora un pacchetto o aggiunge un nuovo tool lo fa non solo per se ma per tutta la comunità. Altra nota è che Debian Easy LXDE si chiamerà così perché ad oggi l’obiettivo è usare come desktop environment proprio LXDE e non Gnome o KDE.

Riuscirà Debian ad ottenere i risultati sperati laddove molti sviluppatori sono impegnati da anni?

Contatti: potete segnalare curiosità, indicarci informazioni utili, dare nuovi spunti su un articolo che ritenete importante, tramite il form apposito.

Conclusioni: Con premura spero che sia qualcosa di interessante per tutti. Quello che abbiamo visto oggi è solo quello che è accaduto nel corso del mese di Luglio sul mondo Gnu/Linux e parallelamente a quello open source. Ribadisco l’importanza della collaborazione ove potete segnalarci tramite il form indicato sopra eventuali spunti per articoli, qualora li riteniate necessari, e usate il campo commenti qualora ci fossero delle imperfezioni o bug sulle guide che verranno illustrate. La domanda è: cosa ne pensate di quanto detto oggi? I progetti sono validi? Il tutorial vi è stato utile?

Non mi resta che augurarvi una buona giornata.

🙂

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Commento

  • #1Thunder Drako

    Bell’articolo ! ^^

    3 Ago 2009, 12:21 pm Rispondi|Quota
  • #2D4n13le

    Thunder Drako dice:

    Bell’articolo ! ^^

    3 Ago 2009, 1:52 pm Rispondi|Quota
  • #3Cagnulein

    Complimenti per l’articolo. Veramente ben scritto.

    3 Ago 2009, 2:30 pm Rispondi|Quota
  • #4corrado

    Ottimo articolo, ben documentato, chiaro, semplice e pulito.
    Arrivederci quindi con piacere alla prossima puntata! 😀
    Ciao

    3 Ago 2009, 3:19 pm Rispondi|Quota