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Intel: come ottimizzare app Android per Intel x86

 
Martina Oliva
13 Ottobre 2014
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Che lo si faccia per mero diletto o per professione la cosa poco importa: sviluppare applicazioni per la piattaforma Android rappresenta, ad oggi, una fra le attività maggiormente svolte tra coloro che in un modo o nell’altro hanno a che fare con il mondo dell’IT e, ovviamente, con l’ormai variegato universo del robottino verde di Google.

Intel: come ottimizzare app Android per Intel x86

L’espandersi, il diffondersi ed il diversificarsi della piattaforma ha però comportato inevitabilmente la necessità di eseguire app su dispositivi dotati di processori Intel x86, una soluzione questa che risulta decisamente ben diversa dai processori ARM con cui Android è stato lanciato. Per poter eseguire app Android su dispositivi basati su architettura Intel x86 è tuttavia necessario virtualizzarne l’esecuzione. Nell’effettuare tale operazione è però opportuno tener conto di alcune linee guida e prendere in considerazione l’utilizzo di tool specifici che consentono di ottimizzare le app Android per l’esecuzione su architettura Intel x86 evitando quindi di andare incontro ad un inevitabile degrado delle performance.

Partendo dal presupposto che è opportuno compilare un’applicazione in maniera specifica per l’architettura x86 e che fortunatamente oggigiorno la cosa risulta abbastanza semplice l’operazione di ottimizzazione delle applicazioni per l’universo Android può essere suddivisa in tre punti correlati ma non subordinati tra loro:

  • Parallelismo e multithreading: Considerando che i dispositivi Android sfruttando processori multi-core se vengono utilizzati tutti i core disponibili è possibile migliorare le prestazioni del device. Inoltre, combinando insieme diverse azioni periodiche in una sola si ha l’opportunità di evitare inutili system call andando a risparmiare un notevole quantitativo di energia con un conseguente maggior grado di parallelismo.
  • Ottimizzazione del codice: Un buon sistema per poter sfruttare al massimo le potenzialità dell’architettura Intel x86 è quello di impiegare istruzioni vettoriali che permettono di effettuare azioni comuni in minor tempo e con meno energia e che consentono quindi di ottimizzare il codice.
  • Limitazione dell’utilizzo della memoria: Diminuire il più possibile l’eccessivo utilizzo della memoria è molto importante. Per far ciò è possibile mantenere in cache le strutture dati usate con maggior frequenza e limitare lo spostamento dei dati tra il kernel space o lo user space.

Per ottimizzare le app Android su architettura x86 può inoltre rivelarsi utile l’utilizzo di risorse quali:

  • Intel WiDi: Si tratta di un’interessante tecnologia tramite la quale è possibile connettere un dispositivo ad un monitor esterno senza cavi. Un ottimo esempio di impiego di tale tecnologia è sicuramente l’app Grace.
  • Intel HAXM: Si tratta di un hypervisor che utilizza la tecnologia Intel VT-x per migliorare la virtualizzazione dell’emulatore ed aumentarne le prestazioni.
  • Intel INDE: Si tratta di un tool pensato per aiutare i developers ad adattare le proprie applicazioni a più architetture permettendo, mediante un’unica interfaccia, di eseguire facilmente il setup dell’ambiente di sviluppo includendo in maniera automatica compilatori per le architetture ARM ed x86. Il tool consente inoltre di sfruttare le potenzialità di Intel HAXM per il debugging sull’emulatore.

[Photo Credits | Bloomua / Shutterstock.com]

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