“L’obbiettivo è costruire un rapporto emotivo molto forte fra il protagonista e il giocatore. Perché solo quando qualcuno confesserà di aver pianto giocando, i videogame potranno dire di essere diventati una vera forma di narrazione”. Queste sono le parole di Steven Spielberg, famosissimo regista hollywoodiano che anche con queste parole sta entrando nel mondo dei videogiochi.
Il gioco al quale sta collaborando si chiama Mirror’s Edg, che dovrebbe vedere la luce per fine 2008 e sarà disponibile per Xbox 360, Playstation 3 e PC, e stando alle parole di Spielberg ci sarà da piangere. Le prima immagini però non mostrano niente di tutto ciò ma un titolo d’azione che abbina combattimenti in soggettiva con il parkour, l’arte metropolitana del saltare fra muretti, scale e ballatoi nata in Francia alla fine degli anni Ottanta.
Grafica mozzafiato, scenari urbani futuribili, possibilità di interagire con l’ambiente del gioco a trecentosessanta gradi e una protagonista asiatica parecchio giovane coinvolta in una vicenda fatalmente molto più grande di lei. Un’eroina di nome Faith apparentemente fragile, paragonabile però a 007.
Il regista sta collaborando con la Dice già produttrice della ben nota serie Battlefield, quindi per il momento non si sa quanto di Spielberg ci sia in questo gioco. Speriamo proprio sia un titolo rivoluzionario dato che il mondo dei videogiochi, benché molto remunerativo, prima o poi avrà bisogno di nuove idee.
Scritto da Pierfrancesco Petruzzelli (pierfrancesco99)
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Probabilmente Spielberg non ha mai giocato (e finito) Loom. Strano, visto che è del suo amico Lucas.
Non dico che ho pianto, ma ci mancava veramente poco in certe scene. Forse il gioco più poetico che abbia mai provato.
A dire la verità il mondo dei videogiochi ha già bisogno di nuove idee da un pezzo…
bè io ogni volta che gioco a final fantasy, su qualsiasi finale piango, oppure mi impaurisco con resident evil, silent hill oppure sono molto intimorita su quello che devo fare in metal gear solid. Se non sono narrazioni videoludiche queste..
mmm…credo che spielberg stia incappando in un errore piuttosto facile con la questione dello “Suscitare emozioni”. il problema di ogni nuovo media è quello di confrontarsi con i precedenti e, spesso, soffrire di un complesso di inferiorità. non credo di dire nulla di nuovo affermando che un nuovo media devo concentrarsi sulle proprie peculiarità e non cercare di “assomigliare” ad altri media. mi spiego megali, và.
il cinema è per lo più (ma non solo ed esclusivamente) narrazione. non c’è esigenza che lo sia anche il videogioco. la peculiarità di un videogioco è offrire un universo immersivo in cui sia possibile interagire con un sistema di regole e un interfaccia. questa è la peculiarità unica del videogioco. che si cerchi di scimmiottare altri arti (come il cinema) può essere appagante…ma non porta distante. un videogioco non sarà mai un film e , soprattutto, non ha bisogno di esserlo…
Federica87 trovo che però a parte alcune “pietre miliari” di videogiochi che possono veramente portare con loro il vanto di suscitare emozioni forti siano pochi…anzi pochissimi, sopratutto con l’attuale e quasi onnipresente fenomento del massive multiplayer che elimina quasi del tutto la profondità dei giochi stessi a favore della longevità…
Ho cercato un pò su Google, e non mi risulta affatto che Spielberg abbia a che fare con questo gioco. In effetti è coinvolto nella produzione di un (commovente?) puzzle game per Wii…
http://www.joystiq.com/2008/02/13/joystiq-impressions-boom-blox-a-steven-spielberg-game/
Probabilmente la confusione è nata da un confuso articolo della Repubblica (i soliti giornalisti “espertissimi” di videogames, per capirci).
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/videogiochi/mirror-spielberg/mirror-spielberg.html
Dubito che qualcuno leggerà la mia post, comunque. :-/