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Keylogger elettromagnetici, la nuova frontiera dello spionaggio

Di Marina Mazzoni (Jazia), in Sicurezza, tastiera.

Fino a qualche anno fa non ci saremmo mai immaginati di poter captare a distanza ciò che veniva digitato su di una tastiera. Tutto questo oggi è realtà.

Martin Vuagnoux e Sylvain Pasini sono i padri del keylogger hardware di nuova generazione, da ora in poi nessuno di noi sarà più scuro dei propri dati personali!

Se pensate a tecnologie ultramoderne e apparecchiature fantascientifiche vi sbagliate di grosso. Alla base del dispositivo dei due geniacci c’è una semplicissima antenna. L’idea è nata dal fatto che ogni tasto premuto su di una qualsiasi tastiera, a causa degli elementi costruttivi, emette delle lievissime onde elettromagnetiche, ogni tasto ne ha una gamma molto precisa e personale che grazie, appunto, ad un’antenna molto sensibile può essere captato e riconosciuto.



La potenza, però, del segnale elettromagnetico è scarsa quindi la ricettività dell’antenna ne risente, per questo motivo la portata dell’antenna è di massimo 20m. Nonostante questo l’idea, se pur malandrina, è geniale ed apre nuove porte nell’ambito dello spionaggio ma anche della sicurezza informatica.

I due hanno studiato ben 4 differenti metodi di “ascolto” e li hanno testati su 11 differenti tastiere, da quelle dei laptop alle buone vecchie tastierone da combattimento, per passare a quelle sofisticate di marche blasonate. Ognuna di esse, fosse PS2 o USB, ha ceduto i propri scritti ad almeno un metodo di ascolto. Niente male!

Per chi si sta già facendo prendere dal panico ho una rassicurazione, il super-keylogger è solo uno studio scientifico casalingo -e un pò ingombrante, il video qui- quindi, almeno per il momento, siamo al riparo da attacchi di larga scala, un consiglio? Quando usate la tastiera fatelo sempre con lo stereo acceso, vicino e col volume molto alto!

7 Commenti Scritto da Marina Mazzoni (Jazia)
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Commenti:

Sono stati scritti 7 commenti su "Keylogger elettromagnetici, la nuova frontiera dello spionaggio"

  1. Sagro

    Bhe 20m non son mica pochi. Pensate in un ufficio, o in un laboratorio.
    L’idea è originale però. Tra qualche anno tastiere virtuali o tastiere touch =) ?

    piccolo misstype:
    da ora in poi nessuno di noi sarà più SCURO dei propri dati personali!

  2. Gio2Gio

    “Quando usate la tastiera fatelo sempre con lo stereo acceso, vicino e col volume molto alto!”

    Presumo tu abbia un diploma in economia?!?

  3. @Gio2Gio
    era una battuta scherzosa, visto che ho parlato di “ascolto” mi sembrava una conclusione simpatica… mi sa che devo smettere di fare battute perchè non vengo mai capita! :D
    ciao

  4. Gio2Gio

    Ah, ok: ti offro una spalla virtuale su cui piangere. Che era una battuta l’avevo intuito, il tuo ragionamento “contorto” un po’ meno. Un forno a microonde avrebbe fatto, forse, miglior figura. :b
    Ciao

  5. DC

    Si ma vabbè a 20 m di distanza 1 apparecchio del genere si nota con facilità…

  6. maurr

    a parte gli scherzi…
    una contromisura potrebbe essere proprio un segnale jamming per disturbare la “ricezione”.dato che “ascolta” segnali elettromagnetici..( su quale frequenza?)
    Un motorino ellettrico senza condensatore sporcherebbe un po il campo elettromagnetico…
    per dc
    Se adesso il prototipo e’ ingombrante nulla toglie che tra un paio d’anni potrebbero magari includerlo in una pennetta usb o un telefono celulare …..

  7. :^) ^o)


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