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  • 06
  • lug

Wi-Fi Gratis a Venezia. Qualcosa si muove nel resto del Paese?

Di Andrea Guida (Naqern), in Internet, wi-fi.

Anche se con qualche anno di ritardo, finalmente una città italiana si mette al passo con i tempi e con le principali capitali europee. È stato quasi un coro quello che ha commentato i 10 milioni di euro investiti dal comune di Venezia per rendere disponibile, gratuitamente ai residenti e a 5 euro al giorno per i turisti, la connessione alla rete senza fili in tutta la città.

Gli hotspot Wi-Fi installati sono tanti, 10.000 i chilometri di fibra ottica e, solo in alcuni tratti, la banda compresa tra i 20 ed i 100 mega consentirà di usufruire di servizi quali la telemedicina, la diagnostica e la TV via cavo. Tutto molto bello, insomma. Ma le critiche non mancano.

Basta leggere i commenti a questo articolo del Corriere per capire che le cose, nonostante il pomposo Wi-Fi Day dello scorso 3 Luglio, non sono filate tutte lisce come l’olio. Pare infatti che per usufruire del servizio occorra effettuare una registrazione, qualcuno dice addirittura con mezzi cartacei, e che la copertura non sia totale come annunciato più volte.

Dove sia la verità, non avendo avuto modo di tastare direttamente il polso della situazione, non lo sappiamo, ma siamo sicuri che molti amici veneziani sapranno chiarirci meglio le idee attraverso i commenti.



Ad ogni modo, la situazione veneziana in cui, nel bene e nel male, ci sono stati dei fatti concreti, ci fornisce l’assist per parlare della situazione terzomondista dell’Italia sul fronte connettività.

Varese doveva avere una copertura Wi-Fi totale approfittando dei mondiali di ciclismo su strada, non è stato fatto nulla. Lo stesso triste copione è stato rispettato in molte altre città del Belpaese e, in importanti capoluoghi come Roma, Milano, Firenze, Genova e Parma, si continua a parlare di progetti. Magari con scadenze anche a breve termine (2010), ma solo di quelli.

Siamo quasi certi che, causa Expò, nella città della “madunina” riusciremo a vedere qualcosa entro il 2015 (ossia quando ad Amsterdam avranno installato i primi hotspot per il teletrasporto cittadino), ma per le altre città di mettere la mano sul fuoco proprio non ve la sentiamo.

Dovremo rassegnarci a vivere in un Paese in cui fanno notizia le eccezioni tecnologiche di Lungomare Falcomatà (Reggio Calabria), Cremona (solo zone pedonali) e San Marino (che non è nemmeno Italia)? Da bravi geek speriamo vivamente di no, ma la crisi economica è un argomento troppo ghiotto per non essere sfruttato dai nostri amministratori con il fine di starsene, ancora una volta, con le mani in mano.

Siamo troppo disfattisti? No, siamo italiani.

Foto | Flickr







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Commenti:

Sono stati scritti 12 commenti su "Wi-Fi Gratis a Venezia. Qualcosa si muove nel resto del Paese?"

  1. Giacomo

    Ciao, io sono di Venezia…
    L’iniziativa è bella e la rete funziona bene, ma come hai detto bisogna inizialmente fare richiesta su internet e poi recarsi in comune e per mezzo di via cartacea ricevere la pwd per l’accesso!
    Se volete altre info chiedete pure!

  2. Mirko

    Ciao io sono di Trento ed anche dai noi ormai da qualche anno è presente una rete Wi fi gratuita, usufruibile previo registrazine cartacea, che copre gran parte del centro storico.

  3. mm

    carina la battuta sull’hotspot teletrasporto!!!

    putroppo la registrazione cartacea è necessaria per quella certa legge antiterrorismo … oltre a causarci problemoni sui futuri hotspot wifi, ha pressoche decretato la fine di tutti gli internet point gratuiti (intendo quelli all’interno di palestre banche locali fs ecc. sono spariti tutti ), non ho mai capito come funzionino invece i centri di telefonia all’estero con accesso internet, forse sarà necessario un documento anche li! non so

    cmq se fatta la registrazione il servizio è buono, la notizia è senz’altro positiva!

  4. Picchiatello

    Diro’ questa situazione italiana che devi autenticarti con la carta in ogni wifi e’ veramente preistorica, paradossalmente si dovrebbe farlo per ogni comune o per ogni rete, quindi devi andare in giro solo con una 24ore per le varie certificazioni, cio’ fa si che l’utente si prende una costosa chiavetta con la benevolenza delle telco di turno , quando alla fine con le tasse ha gia’ pagato abbondantemente le reti pubbliche.
    Quest’anno in slovenia ho potuto collegarmi liberamente in ogni luogo in cui sono andato ( bettole di 4° cat. comprese) in ogni dove c’era una wireless disponibile….

  5. mauro

    Nella provincia di Roma ci sono già alcuni punti wi-fi e presto se ne aggiungeranno altri..

  6. Red

    Ma dai, perché sempre in Italia queste cose, per una volta sta stra cazz di telecom o co. non potrebbe fare qualcosa di buono? Non è possibile una cosa del genere, sempre noi poveri sfigati, l’unico posto al mondo dove si parla l’italiano?? L’italia… e qual’è la lingua della quale tutti se ne fregano l’italia, e qua viene il dubbio ma cosa vengono a fare tutti qua sti immigrati?????? Andare in posti migliori no??

    (la battuta del teletrasporto, guarda potrebbe anche essere vera secondo. Se procediamo di questo passo.)

  7. daniele

    ciao da venezia.
    Allora ecco alcuni chiarimenti: la rete wifi in questa fase compre solo alcune aree della città (le zone a maggiore frequentazione) come tutto il canal grande (quindi si naviga anche dal vaporetto), piazza san marco e molti dei principali campi.
    La registrazione può essere fatta completamente in via elettronica (così ho fatto io) fornendo un indirizzo e-mail valido, il n. del documento di identità e il n. di telefono cellulare (che deve essere intestato al richiedente). Il numero del cellulare permette al comune di verificare l’identità del richiedente (quando si registra una sim si deve lasciare la fotocopia del documento…) adempiendo così alle norme di sicurezza.
    Fatta la registrazione si ottiene in breve tempo un sms con il codice di abilitazione tramite il quale si ottiene l’username e la password.
    E’ necessaria la documentazione cartacea SOLO se non si dispone di cellulare intestato o in pochi altri casi (forse nel caso dei minorenni).

    Al momento l’iscrizione è aperta ai soli residenti. Successivamente (mi sembra da settembre) ai lavoratori e turisti (questi ultimi pagando una cifra simbolica intorno ai 5 euro).
    Tutte le informazioni, comprese le zone di copertura e le modalità di registrazione si possono vedere a http://www.cittadinanzadigitale.it

  8. Andrea Guida (Naqern)

    Grazie mille per le informazioni a tutti gli amici da Venezia, chiarissimi. ;)

    ciao!

  9. Omar

    Ciao a tutti,
    volevo segnalare come eccezioni tecnologiche oltre a Cremona, San Marino e Lungomare Falcomatà anche il piccolo paese di Melpignano, in provincia di Lecce (Puglia). Da alcuni anni è attiva una rete wi-fi cittadina. Inizialmente la copertura era limitata al centro cittadino e qualche posto di maggior rilievo. attualmente però,la copertura è in espansione…

  10. Andrea Guida (Naqern)

    @ Omar: ottimo. Finalmente qualche bella notizia ;)

    ciao

  11. Macphisto

    mm dice:

    carina la battuta sull’hotspot teletrasporto!!!
    putroppo la registrazione cartacea è necessaria per quella certa legge antiterrorismo … oltre a causarci problemoni sui futuri hotspot wifi, ha pressoche decretato la fine di tutti gli internet point gratuiti (intendo quelli all’interno di palestre banche locali fs ecc. sono spariti tutti ), non ho mai capito come funzionino invece i centri di telefonia all’estero con accesso internet, forse sarà necessario un documento anche li! non so
    cmq se fatta la registrazione il servizio è buono, la notizia è senz’altro positiva!

    I centri di telefonia all’estero con accesso internet funzionano con registrazione tramite documento, cosa stabilita dalla legge antiterrorismo, e tra l’altro in questi centri, ma probabilmente anche per il wi-fi, viene tenuto un log con orari delle connessioni, software utilizzati, url visitati, ecc… (non viene tracciato il contenuto di chat, email, ecc…), sempre per la suddetta legge.





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