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Dal 1 gennaio 2019 diventa obbligatoria la fattura elettronica

 
Antonio Mele
25 settembre 2018
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Fattura elettronica

Fattura elettronica

Non più solo verso la Pubblica Amministrazione: dal 1 gennaio 2019 la fattura elettronica B2B diventerà obbligatoria anche tra privati. Ma cosa significa esattamente? Si tratta semplicemente di un sistema digitale che consente agli utenti di compilare, inviare e conservare le fatture senza alcun tipo di supporto cartaceo, eliminando definitivamente tutti i costi e gli sprechi ad esso collegati.

Bisogna sottolineare che dal prossimo anno si tratterà dell’unico metodo valido e accettato per le cessioni di beni e servizi sia tra partite IVA che verso i consumatori. Addio, dunque, a carta e penna o a editor di testo che lasceranno spazio al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultimo sarà utile per verificare la correttezza e la completezza dei dati inseriti dagli utenti e consegnare le fatture elettroniche al destinatario. Da sapere è anche che l’unico formato accettato sarà quello XML, già in uso per la Fattura PA. Non si tratta, a dire il vero, di una novità assoluta: già dallo scorso luglio, infatti, tutti gli acquisti di carburante sarebbero dovuti avvenire tramite fattura elettronica, utilizzando carte di credito, bancomat e simili.

 

Quali sono, dunque, i vantaggi di questo cambiamento?
In primis economici, derivanti non tanto dal risparmio sui costi di stampa e spedizione (comunque non trascurabili) quanto piuttosto dall’automazione completa del servizio, che consentirà di evitare eventuali errori di registrazione o smarrimenti e di ridurre i tempi di pagamento. A questo, naturalmente, si aggiunge anche l’eliminazione totale di uno spazio fisico in cui conservare i documenti.

 

Per quanto riguarda gli obblighi, la fattura elettronica B2B dovrà riportare almeno:

  • la partita Iva del cedente o del prestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive
  • la partita Iva del cessionario o committente per il documento riepilogativo delle fatture passive
  • la data e il numero del documento riepilogativo
  • l’ammontare imponibile complessivo e l’ammontare dell’imposta complessiva distinti secondo l’aliquota applicata

È previsto invece l’esonero dall’invio dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali per le Pubbliche Amministrazioni e per gli agricoltori in regime agevolato.

 

Come compilare la fattura elettronica?
La compilazione della fattura elettronica B2B è regolata da appositi standard, per questo è consigliabile l’impiego di un software di fatturazione che semplifichi il lavoro e automatizzi il processo, evitando possibili errori. Bisogna inoltre sottolineare che esistono delle differenze tra una fattura elettronica verso la PA, una B2B e una verso un consumatore (B2C): anche se la procedura di compilazione è la stessa, è diverso il metodo che il sistema di interscambio utilizza per recapitare la fattura.

  • Per quanto riguarda gli uffici della Pubblica Amministrazione, vengono identificati da un Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri che non può essere omesso dalla fattura;
  • I consumatori, anche se il procedimento non è ancora chiaro, con tutta probabilità verranno identificati dal Codice Fiscale e il sistema di interscambio consegnerà la fattura nel Cassetto Fiscale.
  • Per i destinatari B2B (imprese, professionisti, ecc…) le strade di invio sono invece 2: o tramite PEC – in questo caso il file XML contiene l’indirizzo PEC del cliente al quale il sistema di interscambio inoltrerà la fattura – oppure attraverso il codice destinatario SdI, che andrà usato per inviare la fattura.

Importantissimo sottolineare che, sia che si invii o che si riceva una fattura elettronica B2B, è obbligatoria la conservazione sostitutiva del documento per 10 anni, così da conferirgli valore legale. La conservazione sostitutiva non deve essere però confusa con l’archiviazione su servizi di drive: si tratta invece di una procedura all’interno del sistema informatico che conferisce valore legale nel tempo ad un documento informatico, rendendolo paragonabile al documento cartaceo.

Come attivare un canale accreditato presso il sistema di interscambio?

Chi già lo possiede, riceverà un messaggio di Posta Elettronica Certificata (PEC) allo stesso indirizzo da cui è partita la richiesta al momento dell’accreditamento. In questo messaggio saranno contenute le informazioni e i documenti utili per utilizzare il canale già accreditato anche per la trasmissione dei dati delle fatture. Chi non ha ancora un canale accreditato, deve inoltrare la richiesta di accreditamento o secondo le modalità descritte nella pagina “Accreditare il canale” del sito del Sistema di Interscambio (www.fatturapa.gov.it), oppure attraverso l’interfaccia web per i servizi “Fatture e Corrispettivi” dove è possibile generare e trasmettere al Sistema di Interscambio la richiesta di accreditamento.

Categorie: Software
Tags: Fattura elettronica, 
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